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17 giu 2022

"Bames, io l’avevo sconsigliata"

Un ex consigliere di amministrazione prende le distanze dall’operazione che portò al fallimento dell’azienda

17 giu 2022
stefania totaro
Cronaca

di Stefania Totaro

"Ero consigliere di amministrazione senza potere decisionale e mi sono dimesso nel 2012. Avevo sconsigliato Romano Bartolini dal portare avanti l’operazione perché era complicata da gestire". Così si difende Giuseppe Bartolini, soltanto omonimo del patron ritenuto amministratore di fatto della Bames ma a sua volta imputato al processo al Tribunale di Monza per la presunta bancarotta fraudolenta della Bames, ex Ibm fiore all’occhiello della Silicon Valley brianzola e finita invece per chiudere i battenti nel 2013 lasciando a casa 850 dipendenti.

Giuseppe Bartolini ha preso le distanze dall’altro coimputato Luca Bertazzini, presidente e amministratore delegato prima per l’Italia e poi per l’Europa di Celestica che aveva acquisito Bames ma poi, per l’aumento insostenibile del costo del lavoro in Italia, aveva deciso di avviare un piano di reindustrializzazione firmato anche dai sindacati per- sostiene - ricollocare tutti i dipendenti, aprendo anche alla Bartolini Progetti. "Se Giuseppe Bartolini aveva avuto come dice della perplessità, con noi non le ha mai fatte trasparire", commentano i sindacati degli ex lavoratori. Al dibattimento sono imputati anche Vittorio Romano Bartolini (i due figli Selene e Massimo sono stati condannati al Tribunale di Monza a 4 anni e 8 mesi in abbreviato e anche al risarcimento per danno morale di 5.000 euro a ciascuno della settantina di lavoratori che si erano costituiti parte civile al processo e ora hanno presentato ricorso in appello), tre professionisti membri del collegio sindacale e anche l’israeliano Cats Oozi come ex amministratore di Telit Italia. Sotto accusa un contratto di lease back e un finanziamento con cui Bames ha ottenuto circa 87 milioni di euro. Denaro che, in base alle ricostruzioni della guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Monza, è servito per acquistare partecipazioni in altre società e per finanziare altre aziende del Gruppo, mentre Cats Oozi è imputato di avere dissipato 16 milioni di euro ai danni della Bames a favore di Telit Communication attraverso la controllata Telit Wireless Solutions. Si torna in aula a luglio.

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