Arcore, suor Elisabetta Redaelli e il miracolo della guarigione dal tumore al cervello

Dopo l’incontro con la Madonna del Divin Pianto la religiosa guarì in modo che per la Curia milanese "non ha spiegazione scientifica". Un comitato e una mostra la ricordano

suor Elisabetta Redaelli

suor Elisabetta Redaelli

"Non parlate di me, ma della Madonna". In una frase c’è tutta la vita di Elisabetta Redaelli, la suora di Arcore che 100 anni fa, nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1924, dopo due apparizioni della Bella Signora guarì da un tumore cerebrale in modo che per la Curia milanese "non ha spiegazione scientifica".

Una mostra in due weekend, questo e il prossimo, al Centro Giovanni XXIII racconterà alla Brianza e alla Lombardia la storia della Marcellina, classe 1897, che "si nascondeva in cucina se qualcuno, dopo il miracolo, arrivava in convento per incontrarla". In sua memoria e "per rilanciare il messaggio che ci ha lasciato in eredità", spiega il portavoce Giancarlo Sala, in città è nato il Comitato promotore 100 anni della Madonna del Divin Pianto. "Un’occasione per continuare a parlare di una figura che ha sempre suscitato la devozione popolare" e che Comune e parrocchia di Sant’Apollinare vogliono condividere con tutti. "Tutto questo ci ha dato anche l’opportunità di stringere un gemellaggio spirituale con Cernusco, dove una giovanissima Elisabetta, malata da due anni, veniva accudita". Ed è proprio sul Naviglio che si verificò la guarigione, "dopo le visioni – ricorda Sala – la prima, il 7 gennaio, e la seconda, un mese e mezzo dopo, risolutiva, con il Bambino in braccio e il messaggio che suor Redaelli doveva diffondere: Gesù piange perché non è amato. E quando la ragazza chiese “chi mi crederà?“, la Madonna le rese la salute, un segno".

La vita della religiosa riprese da dove l’aveva lasciata 24 mesi prima, dopo la diagnosi che non le aveva dato scampo e che l’aveva resa cieca e paralitica. "E invece il suo ministero durò altri 60 anni, a Milano, prima di spegnersi a Cernusco il 15 aprile 1984". "Era una donna semplice, aveva fatto solo la terza elementare, ma la sua vita era ricca di relazioni come raccontano le 400 lettere raccolte in questi anni. Un fitto scambio epistolare con le consorelle, le ex alunne, i parenti e i conoscenti. Tutto materiale raccolto dalla postulatrice delle cause dei santi – rivela il portavoce – e nonostante gli onori degli altari non fossero nel suo spirito schivo, non è detto che da tutto questo non nasca qualcosa".

Le missive e gli scritti di suor Elisabetta dedicati alla fede, le sue fotografie e diversi documenti sulla sua vita guideranno i visitatori nel percorso espositivo nel fine settimana. Per i bambini e i ragazzi è stato preparato in video. Mentre, il 22 febbraio, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ricorderà la sorella in una messa speciale in Santa Maria Assunta a Cernusco.