Allarme rosso: "La criminalità ha colonizzato l’intera Brianza"

Matteo Casiraghi, delegato alla legalità della Cgil: "Troppe zone d’ombra in appalti e subappalti".

Allarme rosso: "La criminalità ha colonizzato l’intera Brianza"

Matteo Casiraghi segretario della Cgil di Monza e Brianza con delega alla legalità

"In questi nostri territori ormai non si deve più parlare di infiltrazione mafiosa, ma di una vera e propria colonizzazione. Al Nord la mafia è entrata come una metastasi in un tessuto malato". Le parole, durissime, sono di Matteo Casiraghi, segretario della Cgil Monza e Brianza con delega alla legalità. "Ormai non c’è nessuna amministrazione pubblica in grado di sapere con certezza chi esegue i lavori pubblici dopo una gara d’appalto, specialmente le più grosse e consistenti, perché con i meccanismi dei subappalti intervengono forme di pressione, grossi interessi e meccanismi per aggirare le regole", prosegue Casiraghi. E ricorda che questo è il territorio in cui "nelle stesse ore dell’arresto eccellente di Limbiate, c’era il sequesto di 1.500 tonnellate di rifiuti a Monza e la restituzione allo Stato del terreno in cui fu uccisa Lea Garofalo". Secondo il sindacalista della Cgil, al di là del caso specifico e delle responsabilità personali, che vanno ovviamente accertate, occorre chiedersi cosa possiamo fare tutti per cercare di impedire questa deriva. "Quarant’anni fa Erminio Barzaghi, sindaco di Giussano che organizzò la marcia silenziosa dei sindaci dopo il sequestro dell’industriale Ambrogio Elli disse: “In Brianza il pericolo serio è che il peggio del Sud si sposi con il peggio del Nord“. Ecco, ora si sta verificando proprio questo e non possiamo permetterci di restare indifferenti". Le soluzioni pratiche, per Casiraghi, passano innanzitutto dalla formazione, ad ogni livello e dalla applicazione di protocolli di legalità.

"Stiamo lavorando molto su questo fronte, anche nelle scuole, oltre che nelle istituzioni, per poter formare una nuova coscienza civica in grado di respingere i tentativi continui delle mafie di costruire consenso nel territorio". Poi la dotazione di strumenti efficaci per impedire che chiunque possa agire come insospettabile fino all’interno delle istituzioni pubbliche, assumendo anche responsabilità importanti come nel caso di Massimo Gentile, entrato in Comune con un normale concorso pubblico e nel giro di pochi anni giunto a ricoprire un incarico delicato come la responsabilità del servizio Lavori pubblici che comprende anche la gestione di fondi del Pnrr.