ALESSANDRO MAGGI
Milan

Lecce ko, Loftus-Cheek e Pulisic rasserenano la settimana da incubo del Milan. Ora palla al mercato

I rossoneri vincono 2-0 in Puglia nonostante le assenze, un attacco a una sola punta e i nuovi disastri di Gimenez ed Estupinan. Adesso tocca alla dirigenza fornire una squadra vera ad Allegri dopo aver perso mesi preziosi

L'esultanza di Ruben Loftus-Cheek

L'esultanza di Ruben Loftus-Cheek

La “settimana da incubo” è squarciata da un sorriso, e ora il Milan non può che augurarsi di tornare ben diverso dopo la sosta per la Nazionale.

Non era facile vincere a Lecce, non con una squadra composta da un giocatore che ha disfatto mezza valigia in direzione Bergamo, Yunus Musah, e un altro che si è ritrovato la sua sul letto con una prenotazione per Roma con possibilità di disdetta, Santi Gimenez. Se a questo si aggiunge un disegno tattico con un solo attaccante di ruolo, e un Pervis Estupinan che non pare sostenibile neanche con tre difensori dietro abbottonati (non certo con licenza di costruzione stile Inter), il quadro è chiaro, per quanto non completo. Al via del Mare non poteva essere scontato ottenere i tre punti in queste condizioni, con Christian Pulisic rallentato da un acciacco (ma comunque decisivo, di pura rapina) e Ardon Jashari fuori per almeno due mesi.

Il Milan è rabberciato, improvvisato, slegato, costretto a vivere di episodi, e anche un po’ graziato da un Lecce produttivo in un paio di fasi nel primo tempo. Detto dell’ecuadoriano, capace di far rimpiangere il peggior Theo Hernandez, parole finite anche per Santi Gimenez, incapace di tenere un pallone e far salire la squadra, spesso confuso nei suoi punti di forza (il controllo in area di rigore), infine sfortunato nel vedersi annullare per pochi centimetri di polpaccio l’unica giocata degna di nota valevole per il vantaggio. Al Milan nel primo tempo viene già negato l’1-0 di Gabbia, e allora deve pensarci Luka Modric, non sempre brillantissimo, a disegnare per la testa Ruben Loftus-Cheek l’1-0 nella ripresa.

E’ un premio tutto sommato giusto per un’armata Brancaleone che non manca di coraggio e volontà nell’inseguire un successo che evita di sommare drammi ad altri drammi. Igli Tare osserva dalla tribuna (unico della dirigenza presente) dopo essere uscito “traumatizzato” dal ko con la Cremonese, ma con un difesa a 3 richiamata in causa alla fine della preparazione, un reparto d’attacco sguarnito e giocatori come Ricci, De Winter e Athekame senza una collocazione, tattica o tecnica che sia, chiara e definita, viene da chiedersi cosa sia stato fatto da maggio ad oggi, cessioni milionarie a parte. La “settimana da incubo”, che il Milan si è concesso con le proprie mani, non è finita. Ora c’è una rosa credibile da affidare a Max Allegri per una corsa Champions che il guizzo di Ruben Loftus-Cheek, e l’intuito di Christian Pulisic, rendono meno in salita a pochi metri dalla partenza.

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