Carlo Monti
Carlo Monti

Milano, 7 aprile 2016 - Lutto nel mondo dell'atletica italiana: si è spento, all'età di 96 anni, Carlo Monti, il decano tra i campioni dell'atletica lombarda. Si tratta dell'ultimo testimone di un'epoca atletica temprata dalla durezza degli anni più bui del Novecento italiano.

Lo sprinter milanese - si legge sul sito del Coni - ha raggiunto l'apice della gloria grazie al podio olimpico, terzo frazionista di un'Italia che a Londra 1948 seppe conquistare il terzo posto nella 4x100, dietro Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel 1941 arrivò la prima chiamata in Nazionale, agli Europei di Oslo 1946 la prima medaglia prestigiosa, il bronzo nei 100 metri con il tempo di 10.8. La chiusura della carriera atletica nel 1954 non coincise con l'uscita dal mondo dello sport: Carlo, laureato in chimica, già a 20 anni iniziò a collaborare con alcune testate giornalistiche scrivendo di calcio e, al termine dell'attività agonistica, diventò cantore di gesta atletiche e appassionato scrittore (decisamente apprezzato il suo libro Cento per Cento sui cento anni della 100km di marcia), trasmettendo la propria vocazione al figlio Fabio, conosciuta firma del Corriere della Sera. Alla vigilia dei Giochi di Londra, il 22 giugno del 2012, giorno della consegna del tricolore a Valentina Vezzali, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano gli consegnò l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, insieme agli altri atleti partecipanti alle Olimpiadi di Londra 1948, Franco Faggi e Giuseppe Moioli (Canottaggio, oro nel 4 senza) e Giovanni Rocca (portabandiera nel'48).

Il presidente della Fidal, Alfio Giomi, a nome del Consiglio federale e di tutta l'atletica italiana, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento di profondo dolore.  "Carlo Monti - è il ricordo di Giomi - sarà per sempre l'uomo simbolo di un'atletica elegante, figlia di una generazione risorta dalla tempesta della Seconda Guerra Mondiale. Le sue medaglie sono già storia del nostro sport, il suo modo di fare garbato e discreto l'impronta di uno stile che non potrà mai essere d'altri tempi".