Una fase della lavorazione del corto di Scuola Futuro Lavoro
Una fase della lavorazione del corto di Scuola Futuro Lavoro

Milano, 21 giugno 2020 - Pronti, motore, 5-8 prima, azione, ciak. Ciak a Milano dopo il lockdown fra i primi se non il pimo. Volti intensi di giovani attori, movimento di tecnici per le riprese in piazzetta Mentana e nelle vie vicine. Si gira “Esserci”, cortometraggio promosso da Scuola Futuro Lavoro, la prima in Europa per ragazzi con la sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento, una condizione che comporta difficoltà relazionali. La scuola è però aperta a tutti i ragazzi.

Oggi altri esterni al cavalcavia di Porta Garibaldi e gli interni in un appartamento in via Elba. Storia delicata di tre giovani in una metropoli sfumata nella metafora. Alice e Anna attendono un amico. Compare invece Robi, che inizia con loro una sorta di viaggio, fino al luogo della scena finale: lì c’è un cantiere, luogo di impegno come se fosse la Scuola, e si staglia una gru, simbolo del lavoro ma anche di speranza e della capacità di andare oltre le difficoltà. Il film coinvolge direttamente gli studenti della Scuola, quelli che hanno seguito il corso di videomaking e quelli su set per le fotografie, come Lorenzo Siena, infaticabile dalle sette del mattino alle sette e mezzo di sera. "Scuola Futuro Lavoro - dice Massimo Montini, imprenditore nel settore metalmeccanico, padre di un ragazzo con Asperger, ideatore della Scuola e presidente della Fondazione - aperta a tutti adotta una prospettiva inclusiva, assumendo la diversità come modello di identità e favorendo il confronto, la coesione sociale tra i differenti mondi rappresentati in aula. È un invito a sconfinare, partendo però da solide basi di conoscenza capaci di livellare le disuguaglianze e avvicinare le competenze. È proprio la cultura digitale che la Scuola s’impegna a promuovere, per aprire il terreno a una intelligenza collettiva, dove non esistono gerarchie, ma dove ognuno opera sullo stesso piano". Costo zero. Volontario il contributo di tutti. Regista il milanese Francesco Parrella. Prestigiosi i nomi degli sceneggiatori: Umberto Contarello (“La grande bellezza”) e Sara Mosetti hanno firmato la sceneggiatura del film di Gabriele Salvatores “Tutto il mio amore”, road movie che racconta la storia vera di un padre e di un figlio autistico e del loro disperato amore. La produzione è curata da Dario Callegher in collaborazione con la Edi, Effetti digitali italiani.

Difficoltà dopo il flagello Covid? "È il primo set esterno - risponde Callegher -. Seguiamo le regole: distanziamento, presenza di dieci persone al massimo, disinfettante, misurazione della febbre...". Alice de André, Emma Padoan e Niccolò Tedeschi sono gli interpreti. "Portare questo nome - dice la ventunenne Alice, figlia di Cristiano e nipote dell’immenso Faber - non è un peso. Semmai cerco di esserne all’altezza. Sono un’attrice in via di sviluppo. Sto finendo l’Accademia 09 a Milano. Sono arrivata a questo corto grazie a Massimo Montini, che conosco da molti anni. Il progetto mi ha subito emozionata. È molto affine al mio pensiero, la possibilità di dare un futuro a chi ha difficoltà. Il mio pe rsonaggio è Anna, una sognatrice. Attende una chiamata che non arriva mai. Si volta pensando che sia la persona che aspetta. Invece compare Robi. È una emozione. Robi la condurrà fino alla gru".