Mobrici e Brunori Sas
Mobrici e Brunori Sas

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Milano - A volte le canzoni non si accontentano della visione offerta dal loro autore e ne suggeriscono una pure di sostegno. È il caso di "Povero cuore", il singolo che il milanese Mobrici manda in radio venerdì prossimo con la complicità di Brunori Sas. "Assieme la trasformiamo in una conversazione fra amici in forma di canzone" ammette l’ex frontman dei Canova, soddisfattissimo della ditta Matteo & Dario messa su col cantautore in accomandita semplice.

Dal punto di vista creativo, la relazione che si stabilisce all’interno di una band è molto diversa da quella che si può instaurare con degli ospiti occasionali?
"Quella di poter collaborare con altri è una delle libertà che mi sono guadagnato mettendomi ‘in proprio’. Fare il cantante di una band significa, infatti, aver già una collaborazione interna; una ricerca dell’intesa fra teste diverse che rende spesso superfluo aggiungerne di esterne. Quando sei da solo, invece, ti metti alla prova con qualcuno che fa le tue stesse cose provando a realizzare qualcosa di nuovo". 

In "Scende" se l’era vista con Gazzelle.
"Pure quella un’esperienza tutt’altro che cercata, nata spontaneamente. Sono molto contrario ai progetti decisi a tavolino perché penso servano più all’industria che all’arte. La musica, infatti, è prima di tutto verità". 

C’è un’altra anima bella con cui le piacerebbe collaborare?
"Anni fa con Fulminacci abbiamo dato vita ad una versione cantautorale della ‘Stavo pensando a te’ di Fabri Fibra. Mi piace che le collaborazioni sorgano naturali in situazioni del genere". 

Ma come ci si rende conto che la canzone che stai scrivendo ha bisogno di uno sguardo esterno?
"Nel caso di ‘Povero cuore’ avevo per le mani questo brano un po’ deprimente, che racconta di un cuore corteggiato, violentato, abbandonato, e sentivo il bisogno di una presenza diversa, che mi aiutasse a svilupparlo. Così ho pensato a Dario che, oltre ad essere un maestro ha le qualità umane giuste per trattare un argomento del genere in modo poco convenzionale". 

Lei parla di Brunori come una specie di fratello maggiore.
"Già una decina di anni fa andavo, fra il pubblico, ai suoi concerti ed ero affezionatissimo alle sue canzoni. Poi coi Canova ne abbiamo aperti diversi e l’affezione s’è trasformata in stima sincera e voglia di condivisione. Lavorando a questo pezzo ci siamo trovati innanzitutto a parlare di vita". 

“20100” a “Povero cuore”, da “Tvb” a “La fine” e “Scende”, di singoli ne ha pubblicati diversi.
"Conto di raccoglierli entro Natale in un album che spero poi di presentare dal vivo sui palcoscenici".