Silvia Sardone (Newpress)
Silvia Sardone (Newpress)

Milano, 1 dicembre 2019 - «Prima la squadra e il progetto, poi i nomi». Così ha risposto Matteo Salvini a chi ieri gli chiedeva lumi sul candidato sindaco col quale la Lega si giocherà le elezioni comunali a metà del 2021. Nelle stesse ore Giuseppe Sala dichiarava di aspettarsi «un candidato importante» sul fronte opposto. Parole che sembrano suonare a conferma della sua volontà di ricandidarsi a primo cittadino e proferite a margine di un convegno del Pd. Salvini si trovava invece al Palazzo delle Stelline per la presentazione del libro del giornalista Paolo Del Debbio. Più d’uno ha notato, allora, che sul palco, tra il segretario della Lega e lo stesso Del Debbio, sedeva Silvia Sardone, eurodeputata leghista, e più d’uno s’è chiesto se proprio lei possa essere un’opzione per la candidatura a sindaco. Domanda ricorrente, a dirla tutta, e ricorrenti sono gli inviti alla prudenza che arrivano dalla Lega. A credere in lei è l’ex governatore lombardo, Roberto Maroni.

Maroni, la Lega sembra avere difficoltà a trovare un profilo di spessore e sufficientemente popolare da candidare a sindaco nel 2021. Per questo motivo qualcuno ha fatto il suo nome. Lei ci starebbe?
«Se si dovesse decidere oggi, direi di no. Diverse persone in questi mesi mi hanno chiesto di tornare ma un anno e mezzo fa ho scelto di non ricandidarmi alla presidenza della Regione Lombardia e resto fedele a questa scelta. Se dovessi mai decidere di tornare a fare quello che ho fatto per 30 anni, mi candiderei nella mia città, a Varese. Questa è la mia posizione oggi, se poi domani dovesse verificarsi un meteorite politico quale quello di agosto, allora si vedrà».

Lei attaulmente vede nella Lega persone che hanno possibilità di vincere a Milano?
«Sì, ce n’è più di una. Ma se devo fare un nome, sperando di non bruciarlo, dico Silvia Sardone perché è capace, è brillante, è determinata, è giovane e riscuote consenso sul territorio. Secondo me ha tutte le carte in regole per andare ad insidiare Giuseppe Sala».

Però è l’ultima arrivata in Lega e questo, in un partito come il vostro, può essere un problema.
«La Lega come la conosciamo oggi cesserà di esistere il prossimo 21 dicembre, quando in Consiglio Federale nascerà la “Lega per Salvini premier“, un partito diverso che farà largo ai giovani e proverà a rispondere al meglio alle sollecitazioni della politica 4.0».

Non sembra entusiasta di questa svolta.
«Io sono cresciuto con e nella Lega Nord di Umberto Bossi ed è chiaro che sia affezionato a quella tradizione ma non sono nostalgico, non mi metto contro, ritengo sia giusto guardare sempre avanti e adattare il partito alle nuove condizioni che si sono venute a creare. Del resto, anche la Lega Nord, a suo tempo, rappresentò una svolta rispetto a quello che erano state fino ad allora la Lega Lombarda e la Liga Veneta».

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