IL PAC trasformato in una moderna sala bianca per la sfilata di Tod’s con le idee e la grazia chic di Alessandra Facchinetti, direttore creativo del brand del Gruppo Tod’s di Diego e Andrea Della Valle. E il pubblico internazionale che si complimenta per la collezione, per le borse-gioiello con la tracolla della chitarra, per i gommini con la nuova iconica doppia T come fibbia.  Un universo di eccellenza e di prodotto di alta gamma che ben simboleggia l’anima del Made in Italy che trionfa a Milano Moda Donna. Sensazioni che si condividono anche al défilé dell’Emporio Armani con Giorgio Armani che si conferma artefice di sogni di bellezza e di vestiti per donne vere, “donne dolci” come dice lui, giovani e libere dagli imput del fashion. Un’energia creativa contagiosa che inorgoglisce Anna Molinari, regina delle rose ricamate sugli abiti di Blumarine, una consapevolezza che unisce tradizione e ricerca come nello stile di Etro. 

STIAMO vivendo di nuovo una stagione d’oro? Forse sì. Tutti gli indicatori dicono che il peggio è passato, che piano piano si ricomincia a rialzare la testa, a sperare, a pensare positivo, dopo le burrasche finanziarie e le crisi domestiche. E Milano come sempre fa da battistrada al cambiamento, al ritorno al sereno, alla gioia di vivere. Complice il coraggio degli imprenditori del fashion che non si sono mai piegati al pessimismo, che continuano al conquistare e a sfidare i mercati, quelli classici e quelli emergenti.  Non sarà più la “Milano da bere”, ma forse sarà sempre di più una Milano da imitare come modello per il Paese. 

di Eva Desiderio