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25 apr 2022

In cassa integrazione per Covid: Lombardia alla quota record di 1,8 milioni di ore

Milano e la sua regione sul podio, a marzo, per gli ammortizzatori sociali con causale "emergenza sanitaria"

andrea gianni
Economia
Tra i settori che stanno ancora soffrendo per gli effetti della pandemia ci sono l’industria tessile e l’abbigliamento Anche commercio e ristorazione hanno affrontato pesanti riorganizzazioni e riduzioni del personale A destra il presidente dell’Inps Pasquale Tridico
Gli effetti della pandemia hanno colpito soprattutto tessile e abbigliamento

Milano - La Lombardia conta ancora, nel mese di marzo, 1.838.347 ore di ammortizzatori sociali autorizzati dall’Inps con causale "emergenza sanitaria Covid-19", tra cui circa la metà nella Città metropolitana di Milano. È al secondo posto fra le regioni italiane, preceduta solo dal Lazio con 2.285.648 ore. Dall’ultimo bollettino pubblicato dall’Osservatorio dell’Inps, su dati rilevati ad aprile e relativi al mese precedente, emergono gli strascichi di una crisi innescata dalla pandemia che ha colpito le imprese del territorio, tamponata grazie alle ultime proroghe che hanno interessato solo alcuni settori. Nel dettaglio, marzo 2022 ha visto in Lombardia la massa più imponente delle ore autorizzate con causale Covid attraverso lo strumento dei fondi di solidarietà (1.635.318), utilizzati soprattutto nel terziario, servizi e ristorazione. Si tratta del “monte ore“ più alto fra le regioni italiane.

Altre 147.727 ore riguardano la cassa integrazione in deroga e 55.302 la cassa ordinaria, che copre periodi dell’anno scorso. Il totale fa oltre 1,8 milioni di ore: una fetta consistente del totale nazionale di poco più di otto milioni di ore autorizzate “causa Covid“. Numeri ancora alti, nonostante la curva decrescente rispetto alle fasi più acute della pandemia, quando lockdown e restrizioni ai movimenti hanno bloccato interi settori. A livello nazionale a marzo si registra infatti un decremento del 62,8% delle ore autorizzate con causale Covid rispetto al mese di febbraio. Si tratta ancora del 26% rispetto al totale degli ammortizzatori sociali.

Indice di una situazione che, con l’esaurirsi delle proroghe, si starebbe gradualmente normalizzando almeno per quanto riguarda le ripercussioni delle pandemia. Anche se sull’economia lombarda incombono nuove nubi, a partire dalla guerra in Ucraina, dall’esplosione del costo delle materie prime e dell’energia. Guardando i settori, a marzo scorso la quota più alta delle ore di ammortizzatori sociali con causale "emergenza sanitaria" si è concentrata in alberghi e ristoranti. Seguono "commercio all’ingrosso e al dettaglio" e "servizi alle imprese", altri settori colpiti dalla pandemia. Ma la crisi continua a mordere anche industrie tessili e abbigliamento, e la filiera delle calzature.

 

 

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