Presidio lavoratori Galimberti Elettronica
Presidio lavoratori Galimberti Elettronica

Milano, 18 luglio 2019 - Un piano di rilancio “fantasma”, l’ipotesi di un investitore disposto a fornire capitali freschi per il salvataggio che sembra sfumare nel nulla. Potrebbe essere arrivata al capolinea l’avventura imprenditoriale della storica catena di negozi di elettronica Galimberti Spa. L’ultima udienza al Tribunale di Milano, che aveva accolto la seconda proposta di concordato preventivo presentata dal commissario, secondo il sindacato Filcams-Cgil si è conclusa con una fumata nera «per la continuità delle attività commerciali» e anche per «l’eventuale possibilità di subentro di una nuova società». L’azienda martedì prossimo comparirà di nuovo davanti al Tribunale di Milano, alle 12. E i lavoratori si riuniranno in presidio davanti al Palazzo di giustizia «per poter capire in diretta quale sarà il destino degli oltre 250 dipendenti».

«L’azienda ha sbagliato le sue strategie di vendita - spiega la Filcams-Cgil - e chi ne paga le conseguenze sono ancora lavoratrici e lavoratori. Hanno raccontato che stavano preparando un progetto di rilancio, poi ci hanno raccontato che era necessario aprire un concordato preventivo per avere il tempo di presentare un piano di risanamento. Adesso siamo al dunque - prosegue il sindacato - nessun piano di risanamento e nessuna azienda interessata a prendersi in carico i negozi». La catena è gravata da debiti che supererebbero gli 82 milioni di euro. Solo a Milano conta due negozi marchio Euronics, in via Solari e in corso Buenos Aires, con circa 35 dipendenti su 250 in tutta Italia, che sono con il fiato sospeso. Altri store sono aperti in diverse città lombarde, simbolo degli anni d’oro del commercio di elettrodomestici. Un impero messo in ginocchio da e-commerce, crisi economica, scelte imprenditoriali azzardate e abitudini di consumo che negli anni sono cambiate.