L’ultima Sandy di Grease si chiama Eleonora Buccarini: “Il segreto del successo? È un inno all’adolescenza”

Buccarini protagonista del musical di Saverio Marconi che non conosce crisi. "Ti tira su anche in una giornata storta. Cuccarini unica, impossibile un raffronto"

“Grease” riparte da Assago e toccherà anche Brescia e Como. Protagonisti Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia (nella foto)

“Grease” riparte da Assago e toccherà anche Brescia e Como. Protagonisti Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia (nella foto)

Quando nel marzo del 1997 fece il suo debutto al Nuovo di piazza San Babila, nessuno avrebbe immaginato che la versione di “Grease” voluta e diretta da Saverio Marconi avrebbe retto alla prova del tempo così a lungo. Magari con qualche ritocco, come quelli apportati nel 2015 dalle nuove coreografie di Gillian Bruce e dalla ritraduzione di alcune canzoni ad opera di Franco Travaglio, ma sempre capace di far sognare il pubblico con la storia che Eleonora Buccarini nei panni di Sandy e Tommaso Pieropan in quelli di Danny portano sul palco del Repower di Assago da mercoledì prossimo al 3 marzo, per poi proseguire il cammino fino a primavera con repliche pure al Gran Teatro Morato di Brescia, l’8 e 9 marzo, e al Sociale di Como, il 10 e l’11 aprile.

Che si tratti del musical liceale del 1971 ambientato negli anni Cinquanta, o il film del ’78 giocato sull’insolenza beffarda di un John Travolta decisamente diverso da quello visto dieci giorni fa a Sanremo, la celebrazione dei ragazzi col ciuffo e delle ragazze con le loro “poodle skirt” ben avvitate sui fianchi rimane un bell’esercizio di nostalgia. Quella inseguita per mezzo secolo abbondante dai teenager raccontati a teatro da Jim Jacobs e Warren Casey, i quali ambientarono la storia a Chicago prima che la fortunatissima pellicola di Randal Kleiser la trapiantasse in California. Un classico drl teatro musicale arrivato solo nella versione di Marconi oltre il traguardo dei due milioni di spettatori. Il segreto? "Con la sua energia, “Grease” ha la forza di tirarti su anche in una giornata storta", ammette Eleonora-Sandy, nata a Urbino 26 anni fa. "E la risposta del pubblico è sempre eccezionale… anche perché ormai lo conosce a memoria".

Com’è stato il suo primo impatto con “Grease”?

"Il primo aggettivo che mi viene in mente è: travolgente. Sono entrata, infatti, in compagnia nel 2019 interpretando Frenchy, che è personaggio molto esuberante".

E il film, quando l’ha scoperto?

"Da bambina, perché è uno di quelli che radunano la famiglia davanti alla tv. Affascinata non soltanto dall’interpretazione di John Travolta e Olivia Newton-John, ma anche dal fatto che i miei genitori appartengono alla generazione raccontata nel film e quindi curiosa di scoprire come si ritrovavano nella storia".

Un’attrice italiana nei panni di Sandy non si trova a dover fare i conti col monolite Lorella?

"Assolutamente sì. E la convivenza col ricordo della Cuccarini in quel ruolo non è facilissima, quindi meglio evitare raffronti. Perché lei è intoccabile. Paragonarsi a lei sarebbe come farlo con la Newton-John. Una follia. Quindi ogni sera porto in scena una mia Sandy nella speranza che sappia soddisfare le attese del pubblico".

Il passaggio dello spettacolo che ama di più?

"Forse quello “del garage”, in cui Rizzo canta la sua “Sbaglierei molto di più” e Sally capisce che è arrivato il momento di svegliarsi e di prendere in mano la propria vita. È durante la reprise di “Guarda, qui c’è Sandra Dee”, infatti, che la ragazza fragile e vulnerabile di prima si trasforma in quella determinata e volitiva del finale".

La reazione del pubblico ogni sera è la stessa?

"Direi di no. Cambia. A Padova, ad esempio, il pubblico rideva quasi a ogni battuta, mentre a Bologna rideva, ma in altri momenti dello spettacolo. Inutile dire che, davanti all’ottimo andamento della prevendita, a Milano come a Brescia o a Como ci aspettiamo un pubblico di fedelissimi e non, bello carico".

In platea trovate spesso degli “impersonators”?

"A Padova avevamo tutta la prima fila vestita da “pink ladies”. D’altronde “Grease” è un musical in cui ci si riconosce tutti, dai più giovani ai nonni. Siamo stati tutti, infatti, adolescenti. E questo è forse il segreto della longevità del musical".

Se non fosse Sandy, nel mondo del musical chi le piacerebbe essere?

"La Roxie Hart di “Chicago”. Perché quello scritto da Fred Ebb e Bob Fosse è un musical con tante sfaccettature. La protagonista, infatti, sembra ingenua, ma alla resa dei conti si rivela molto sveglia e acuta".

Il tour di “Grease” va avanti fino a maggio. E poi?

"Vedremo. Noi del musical siamo abituati a procedere “step by step”, godendoci al massimo quel che stiamo facendo".

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