Il 'decollo' del razzo Vega
Il 'decollo' del razzo Vega

Milano, 9 novembre 2019 - Con 30 metri di altezza e tre di diametro, il lanciatore Vega (vettore europeo di generazione avanzata) fa il suo ingresso al Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia. È una riproduzione con le stesse dimensioni del razzo che serve per portare piccoli satelliti in orbita, fino a duemila chilometri di altezza, ed è stato lanciato per la prima volta il 13 febbraio 2012.

Sembra un mondo lontano ma grazie ai satelliti abbiamo gps, cellulari, telecomunicazioni, mappature della terra e previsioni meteo. «Vega entra a pieno titolo nella storia dei successi della scienza e tecnologia italiana ed europea», sottolinea Stefano Bianchi, responsabile per lo sviluppo dei sistemi di trasporto spaziale all’Agenzia spaziale Europea, presente ieri all’inaugurazione al pubblico dell’esposizione. Luci, musica e fumo simulano la partenza del razzo: ed è subito show. Il missile è uno degli esempi più significativi della collaborazione europea in questo ambito, dato che, oltre al nostro Paese, hanno partecipato Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia. Sul razzo sono presenti le bandiere dei sette Stati, «ma quella dell’Italia dovrebbe essere il 60% più grande o più luminosa rispetto alle altre», fa notare con una punta di orgoglio Enrico Russo, direttore tecnico dell’Agenzia spaziale italiana. Nel settore dell’areospazio «la Lombardia ha un ruolo preminente dato che ci sono 220 imprese con un totale di 16mila lavoratori e un fatturato complessivo di 6 miliardi di euro», spiega Fabrizio Sala, vicepresidente e assessore per l’Innovazione in Regione.

Negli spazi esterni del museo, il sottomarino Toti non sarà più solo, dato che il lanciatore Vega è stato collocato al suo fianco. Prima l’acqua, ora l’aria e gli altri elementi? Fiorenzo Galli, direttore generale del museo, sorride: «Stiamo pensando al gas con la storia delle infrastrutture in Italia, e non mancherà la terra dato che presto ci sarà un vivaio». Con il razzo viene modificato lo skyline della città e guardando verso l’alto «lo spazio, il cielo e le stelle continuano a farci sognare, ma la tecnologia accorcia la distanza tra sogno e realtà», entusiasta Roberta Cocco, assessore cittadina alla trasformazione digitale. Non solo tecnologia, ma anche bellezza: «Il rapporto base altezza del lanciatore è uguale a quello di una colonna traiana», rimarca Bianchi che vuole continuare a farci sognare: «La stella sul logo di Vega è quella del Piccolo Principe di Saint-Exupéry».