Omar Pedrini ai Magazzini Generali: "Dieci anni di live e di vita"

Milano, il 18 gennaio grande festa con l’album che gli ha aperto la strada. "Concerto novità, dalla presenza di Beasley dei The Folks all’omaggio a Veronica "

Omar Pedrini

Omar Pedrini

Inghilterra andata e ritorno. "Forse ‘Che ci vado a fare a Londra?’ è stato il disco più importante della mia carriera solista, quello che mi ha tirato fuori dal nuovo anonimato in cui ero caduto a causa dei sette anni senza dischi e delle tante operazioni al cuore che mi avevano tenuto lontano dal mondo della musica" racconta Omar Pedrini a proposito di “Che ci torno a fare a Londra?”, lo spettacolo con cui il 18 gennaio festeggia ai Magazzini Generali i dieci anni di quell’album del riscatto. "Lavoravo ormai scrivendo per la tv, per la radio, per il teatro e mi sentivo fuori dal giro. Poi, con i buoni uffici del manager e discografico Andrea Dulio, ho avuto la fortuna di conoscere Noel Gallagher e mi sono trovato a vivere un imprevisto supplemento di carriera grazie a quel disco, entrato pure nella ‘top ten’ del Music Control. Cosa che non mi capitava dai tempi dei Timoria. Questo mi ha spalancato davanti dieci anni di attività live in cui ho ritrovato pure il mio pubblico, passando dalle esibizioni per 50-100 persone al sold-out di giovedì prossimo ai Magazzini”.

Proprio dieci anni fa s’è sottoposto pure all’intervento più complicato fra quelli affrontati finora.

"La complessità era tale che, sinceramente, non pensavo ce l’avrei fatta a sopravvivere così tanti anni. E invece, grazie ad un’operazione fantascientifica, sono ancora qua, addirittura sul palco. Tutto con l’aiuto della scienza e il benestare di Dio. Anche se non ce ne accorgiamo, infatti, nella vita l’entusiasmo, la positività e la salute vanno a braccetto. Eccomi, quindi, a festeggiare un anniversario che Universal ha voluto solennizzare pure pubblicando, per la prima volta, il vinile di ‘Che ci vado a fare a Londra?’".

Quello ai Magazzini è un concerto speciale?

"L’ossatura è la stessa degli spettacoli di Omar Pedrini 35, il mio tour d’addio al rock, però all’interno abbiamo ricavato una nicchia in cui omaggiare quell’album con ricchi premi e cotillon a cominciare dalla presenza di Michael Beasley dei The Folks, amico assieme a cui scrissi la stessa ‘Che ci vado a fare a Londra?’, concepita sulla strofa di un pezzo degli stessi Folks intitolato ‘London’. Registrammo nello studio di Ron. Nel disco c’è pure un brano dedicato a mia moglie intitolato ‘Veronica’".

Come s’immagina il futuro dopo questo tour di congedo dal rock?

"Mi è stato fatto notare che in questi concerti ‘a rate’ parlo poco. Ma lo faccio per evitare di emozionarmi. Il mio domani lo vedo di sicuro meno selvaggio, perché quando sono sul palco con la band non riesco a frenare la mia indole animale".

Una canzone con Francesco Renga la rifarebbe?

"Ci siamo allontanati umanamente e artisticamente. Sul versante personale abbiamo recuperato un bel rapporto ma su quello musicale incrociamo ormai orbite diverse".

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