Max Casacci
Max Casacci

Milano, 25 novembre 2020 - La sua fonte d’ispirazione è sempre stata la città. Ma ad un certo punto del lockdown, quando la pulsione metropolitana s’era ridotta a poco più di un rantolo, Max Casacci ha preferito mettersi le cuffie e trasformare gli echi degli abissi in musica, usando il canto delle balene come il suono di un pianoforte. Il chitarrista dei Subsonica ne ha parlato qualche giorno fa alla Milano Music Week, preannunciando per l’11 dicembre l’uscita di “Earthphonia”, album anomalo realizzato esclusivamente con suoni e rumori degli ecosistemi che regolano il pianeta. Lui lo definisce un "iper-disco" per la presenza nella versione fisica di un libro che racconta l’opera brano per brano e tramite l’utilizzo di "qr code" di espandere l’esperienza sensoriale.

Max qual è stata la registrazione più avventurosa?
"Vicino Torino mi sono infilato una tuta da apicultore e sono andato a infilare i microfoni nelle arnie, scoprendo le meraviglie di quel piccolo, grande, mondo. I suoni diventano una danza barocca per la regina. La figura dell’ape regina è fantastica, shakespeariana, direi. È scelta fin da piccola, sforna anche duemila uova al giorno e quando non è più in condizione di farlo viene soppressa. Mi ha ricordato un po’ la “Maria Antonietta” di Sofia Coppola".

I suoni li ha presi tutti lei?
"Alcuni me li sono andati a cercare, mentre altri mi sono stati recapitati. “Terre alte” mi è stato suggerito da Carlo Petrini di Slow Food, che mi ha fatto avere suoni dalle montagne di tutto il mondo".

Solo suono.
"È una decina di anni che faccio esperimenti con i suoni ambientali. Prima li associavo a quelli degli strumenti musicali, poi ho puntato solo su quelli della natura".

Tempo fa ha fatto suonare pure una bicicletta.
"Sì, ho lavorato a più riprese con i suoni dei mezzi di trasporto. Ma la bicicletta è quella più vicina alla natura e in quel brano, “La mia bici acustica”, ho lavorato con il ciclocrossista Marco Aurelio Fontana".

Altre esperienze?
"Michelangelo Pistoletto mi ha chiesto di mettere in musica il torrente Cervo di Biella per una installazione nella sua Cittadellarte. Ma la notte del 2 ottobre il Cervo è esondato portandosi via l’installazione. Ho pensato a certe opere concepite dallo scultore svizzero Jean Tinguely, ad esempio “Homage to New York” nel giardino del Moma, perché si autorottamassero sotto gli occhi degli spettatori o, ancora, il quadro di Bansky che s’è autodistrutto ad un’asta di Sotheby’s dopo essere stato venduto per un milione di sterline".