Matteo Bocelli in concerto al Teatro San Babila di Milano: io, mio padre, la mia carriera

Niente Festival di Sanremo: “Psicologicamente mi sentivo pronto all’impresa, ma l’idea di andare mi convinceva più del brano da portare”

Matteo Bocelli

Matteo Bocelli

Milano – Matteo, finalmente . "Questo primo concerto in Italia da solo sul palco è forse l’unico step che mancava alla mia prima parte di carriera" ammette il secondogenito di Andrea Bocelli, martedì al Teatro San Babila. "Pensando al modo di propormi sulla scena senza il babbo accanto ho capito di dover essere me stesso, creando un’atmosfera intima come fossi col pubblico nel salotto di casa. Ho pensato di portare quel che le persone si aspettano da me accompagnato da Valerio Carboni a chitarra e tastiere e da un trio d’archi".

E cosa pensa si aspettino?

"Gran parte del pubblico mi conosce per il percorso iniziato col duetto di ‘Follow me’. Ci saranno canzoni mie, cover come ‘I can’t help falling in love’ di Elvis o ‘She’ di Aznavour. Vorrei proporre ‘Caruso’ di Dalla, che eseguo fin da ragazzino; da quando il produttore David Foster mi portava sul palco con lui chiedendomi di cantarla...".

Senza suo padre “Follow me” come la esegue?

"Versione originale, visto che non è stata scritta per duetto".

Più facile per lei cantare in Italia o all’estero?

"All’estero. Se accendiamo la radio qui da noi è difficile trovare il tipo di canzoni che canto io. E l’italiano fuori dai nostri confini è una lingua che piace moltissimo. In Germania, Olanda, Belgio, Regno Unito, Polonia, Austria, ho visto la gente felice e per me è la cosa più importante. Stiamo ragionando su show in Australia, sono eccitatissimo".

E il Festival di Sanremo?

"Almeno per quest’anno, penso di saltarlo. Psicologicamente mi sentivo pronto all’impresa, ma l’idea di andare mi convinceva più del brano da portare. Così ho pensato di aspettare. Quello del Festival è un palco importante e voglio affrontarlo con una canzone in cui credo al 100%".

Con chi sogna di cantare?

"Ed Sheeran l’ascolto da sempre, è un grande: superstar come artista e uomo. L’ho coinvolto con suo fratello Matthew nel primo album ‘Matteo’, non nascondo che mi piacerebbe salire sul palco con lui. Ho già il biglietto per vederlo a Lucca".

Dopo la campagna con JLo, torna a fare il modello.

"Guess m’ha voluto accanto ad Oriola Marashi, splendida ragazza albanese. E se con Jennifer Lopez avevamo scattato a Los Angeles, stavolta in Versilia. Sia chiaro, però, che faccio il modello ma il musicista. Di moda non capisco niente".

Il palcoscenico dei sogni?

"Madison Square Garden".

Il suo cognome è un dono del cielo o un dazio da pagare?

"Un dono. Anche perché sul palco non ci penso e la gente col suo entusiasmo non me lo fa notare. Quando scendo e vedo volti felici, sento di aver raggiunto l’obiettivo. ‘Mission accomplished’, come direbbe il babbo".

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