Dan e Dav, i gemelli dell’animazione: "Trasformiamo il 2023 in un cartoon"

Dai fumetti con la nonna ai video per le star, passando dalla Civica Visconti (e da ragioneria). L’ultima impresa di Dan e Dav: "L’ironia ci salverà"

Daniele e Davide Ratti, 35 anni, fratelli gemelli animatori e illustratori
Daniele e Davide Ratti, 35 anni, fratelli gemelli animatori e illustratori

Milano – Tutto il 2023 in un cartoon, dalle polemiche sulla pesca all’ultima “linea pentimento Ferragni”, dal tornado estivo di Milano all’intelligenza artificiale, senza dimenticare celebri dipartite. Cronaca di un’impresa titanica firmata e disegnata ogni anno da Dan e Dav, al secolo Daniele e Davide Ratti, fratelli gemelli animatori e illustratori nati in quel di Milano 35 anni fa.

Oggi alle 14 in punto il risultato: "Chiuderemo il cartone animato 15 minuti prima", assicurano, aggiungendo le ultime notizie dell’anno (che abbondano) e bypassando i suggerimenti che costellano i loro post: "Mettete i Ferragnez, ricordatevi le rose di Blanco", e via così. "Molti ci chiedono meme ma ci concentriamo sui temi centrali dell’annata – spiegano Dan e Dav –: deve essere un video che funziona anche se rivisto tra qualche anno, che non invecchia". Come il surreale 2020: e chi se lo dimentica? "Cominciamo a prendere appunti il primo gennaio – confessano –, la produzione vera inizia a settembre. A dicembre lavoriamo 24 ore su 24 al cartone animato, per noi il Natale non esiste: ci dividiamo su due turni al montaggio, uno lavora di giorno e l’altro di notte. Per certi versi funziona la “telepatia gemellare“: ci viene in mente l’idea e la rappresenteremmo nello stesso modo, su altre cose... vince chi urla di più. Entrambi siamo maniacalmente precisi". Sin da piccini: disegnare è sempre stata la loro passione. Poi presero un “abbaglio“: Ragioneria. "Non funzionava, disegnavamo di nascosto, ma siamo arrivati al diploma".

Dopo una deviazione verso Scienze della Comunicazione, la svolta e il salto alla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti. I primi lavori, le “simpsonizzazioni“ di Carl Brave, Francesca Michielin e Fabri Fibra, i video per Danti e Colapesce, per Jovanotti. E, poi, le figurine dei “Mostri sacri“ che uniscono le caricature di miti della tivù a un’altra grande passione, l’horror, fino all’avventura quest’anno per Viva Rai 2: hanno trasformato in cartoni animati Fiorello, Fabrizio Biggio e Mauro Casciari. Ora il sogno di una serie o di un cartone con temi e personaggi interamente (e liberamente) tratti dalla loro fantasia. Nel frattempo si allenano con il 2023, disseminando tra le comparse alcuni protagonisti dei primi fumetti, tra i quali un bimbo e una vecchina (tributo a nonna Valentina, che li ha sempre accuditi).

Non mancano mai segni di milanesità, tra “Torri Velasche“ nascoste e il loro luogo del cuore: i Giardini Indro Montanelli, quest’anno disegnati feriti dalla tromba d’aria e con la Venere di Botticelli al centro (altro tormentone). Spunteranno pure le tende, come davanti al Politecnico. Nella “video-card“ del 2023 i primi indizi: "L’intelligenza artificiale avrà una parte rilevante, anche perché è un tema che ci riguarda molto come disegnatori – spiegano –. Dal 2019 ogni anno sperimentiamo formati e stili diversi: quest’anno ci saranno più sketch e dialoghi. Grazie a uno sponsor avevamo un budget a disposizione che ci ha permesso anche di avere doppiatori e una colonna sonora composta ad hoc". Il 2024 che vorrebbero disegnare? "Un anno più leggero, in cui tutto si sistema, con l’animazione al primo posto tra i lavori più retribuiti d’Italia – sorridono Dan e Dav –. Ma, in fondo, la vera forza del cartoon è che puoi trattare qualsiasi argomento, con ironia".

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