
Benjamin Clementine
Milano – Dopo la tappa primaverile all’Alcatraz, torna Benjamin Clementine. Appuntamento stasera al Cortile delle Armi del Castello Sforzesco con un repertorio in bilico sui mondi sospesi del suo quarto album “Sir Introvert and the Featherweights” che il songwriter e pianista inglese, vincitore del Mercury Prize già con la sua opera prima “At least for now”, coniuga col mix di soul, jazz e pop avant-garde che dieci anni fa l’ha messo sotto ai riflettori. Nel 2021 il ruolo di Araldo del Cambiamento nel “Dune” di Denis Villeneuve gli ha aperto la strada del cinema, proseguita lo scorso anno vestendo i panni di Ife in “Blitz” di Sir Steve McQueen.
“Anche se ho lasciato a Londra da ragazzo per andare a vivere a Parigi, dove mi guadagnavo da vivere suonando in strada e sulla metropolitana, non mi sono mai sentito il personaggio da fiaba raccontato dai media: non sono Cenerentola” si schermisce. “Momenti difficili ne ho affrontati, ma oggi mi ricordo soprattutto quelli belli ricevuti in regalo dall’affetto della gente”.
Registrato tra Santa Monica e Ojai in California, Los Angeles, Londra, Firenze e Roma, “Sir Introvert and the Featherweights” è un omaggio alla vita in cui l’artista inglese esplora argomenti intimi come matrimonio, amore, amicizia, dolore, riconciliazione familiare. Potrebbe essere l’ultimo. “Credo che il mio cammino nella musica sia giunto al termine” dice lui. “La stessa dedizione messa finora nelle canzoni la sto, infatti, riservando a nuove passioni come il cinema o il teatro. Nel mondo della recitazione non sono nessuno, quindi mi sento come se fossi tornato al punto di partenza, pronto a ricominciare tutto da capo”.