Milano, al teatro Nazionale debutta “Aggiungi un posto a tavola” con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini

Lo spettacolo compie 50 anni e torna sulle scene. Omaggio a Garinei: “Nel finale c’è la voce registrata come se fosse dietro le quinte con noi”

Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni

Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni

Un diluvio che dura da mezzo secolo. Il “cataclisma emozionale e meteorologico” di “Aggiungi un posto a tavola” torna a riversarsi sul pubblico del Nazionale dal 7 al 30 marzo con Giovanni Scifoni, reduce da “Frà - San Francesco la superstar del Medioevo”, nei panni di don Silvestro e Lorella Cuccarini in quelli di Consolazione. La regia è di Marco Simeoli, che interpreta pure il sindaco Crispino, mentre Sofia Panizzi veste i panni di Clementina, Francesco Zoccaro quelli di Toto e Francesca Nunzi quelli di Ortensia in una girandola di passioni, raggiri e amori raccontati dal testo che Jaja Fiastri ha attinto nel ‘74 dal romanzo “Dopo di me il diluvio” di David Forrest consegnandolo alle musiche di Armando Trovajoli.

Scifoni, per lei passare dal saio di Francesco al clergyman di Silvestro dev’essere stata una bella avventura.

"Effettivamente qualche dubbio l’ho avuto. All’inizio mi sono sentito un po’ abusivo, perché non sapevo cosa avrebbe potuto portare in più la mia presenza ad un capolavoro come ‘Aggiungi un posto a tavola’. Poi ho capito che a volte l’attore non deve far altro che mettere in moto un meccanismo. Che nel caso di una commedia musicale così è la storia, un ingranaggio narrativo che sulla scena funziona alla perfezione".

Come quello di un cronometro.

"Visto dall’alto, il doppio palco girevole che si muove in senso orario e antiorario assomiglia veramente al quadrante di un enorme orologio su cui noi attori diventiamo la corona, la molla, i ruotismi, il bilanciere che servono al suo funzionamento".

Tutti gli attori che si sono calati nei panni di don Silvestro hanno pagato uno tributo alla famiglia Guidi. Perché il ricordo di Johnny Dorelli in quel ruolo è incancellabile. E se il figlio Gianluca in qualche modo lo ricorda, gli altri no.

"Effettivamente Garinei e Giovannini il loro don Silvestro l’hanno concepito su di lui, mandando in scena la persona prima ancora del personaggio (726 repliche tra il 1974 e il 1990 - ndr). Però i tempi cambiano e bisogna in qualche modo trovare uno stile diverso. In fondo in quel ruolo non si sono avvicendati poi in tanti; oltre alla famiglia Guidi, solo Giulio Scarpati e Gabriele De Guglielmi. Silvestro è spettatore, prima che attore, perché la narrazione lo circonda di personaggi estremi come la prostituta Consolazione, il cafone Toto, il Sindaco opportunista, e tiene i fili della storia stando sempre un passo indietro, perché tutto accade nonostante lui".

Lei sul palco del Nazionale avrà una doppia Consolazione.

"Oltre a fare Ortensia, la moglie del sindaco, Francesca Nunzi veste i panni di Consolazione nelle repliche senza Lorella Cuccarini (in scena solo nelle repliche del sabato e della domenica - ndr). Due versioni completamente differenti dello stesso personaggio. La Consolazione di Lorella è una prostituta radiosa, piena di energia e vitalità, quella di Francesca più popolana, esperta, vicina alla versione che ne dette a suo tempo Marisa Laurito. Nell’economia di uno spettacolo certi cambi di distribuzione dei ruoli sono stimolanti, perché gli impediscono di sedersi".

Questa edizione è anche un omaggio ad Enzo Garinei, scomparso due anni fa.

"Assolutamente sì. Non per niente, nel finale, abbiamo mantenuto la registrazione della sua ‘voce di lassù’, come se fosse ancora lì dietro le quinte con noi".

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