
Dimitri Kunz, 56 anni, compagno della ministra Daniela Santanché, 64
Quattro ore di interrogatorio per Dimitri Kunz, arrivato puntuale, al settimo piano di Palazzo di Giustizia alle 11, in completo blu. Il compagno di Daniela Santanchè si è difeso nell’udienza preliminare in cui i due rispondono, assieme a Paolo Concordia, un collaboratore esterno, di truffa aggravata ai danni dell’Inps. Il procedimento ha al centro il ricorso alla cassa integrazione nel periodo Covid per i dipendenti di Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria. Nonostante fossero regolarmente al lavoro i dipendenti venivano pagati con i soldi della “cassa“ Covid.
Il punto centrale del dibattimento si è concentrato sulla eccezione di inutilizzabilità, sollevata dai legali Nicolò Pelanda e Salvatore Pino che difendono la coppia Santanché-Kunz relativa all’acquisizione di mail, whatsapp e registrazione di conversazioni ambientali da parte dei dipendenti del gruppo Visibilia con riferimento a Santanchè. I legali, appellandosi alla sentenza della Consulta sul caso Renzi, hanno eccepito la questione ritenendo sia stato violato l’articolo 68 della Costituzione nel punto in cui si riferisce alla lesione delle immunità parlamentari. I messaggi che avevano come destinataria la ministra e le conversazioni in casa o in ufficio di Santanchè, per gli avvocati, sono stati depositati “in violazione delle tutele costituzionali sull’immunità parlamentare“. Cioè senza “autorizzazione a procedere” da parte del Parlamento. Quindi inutilizzabili.
Kunz durante le quasi quattro ore di interrogatorio si è difeso delle accuse, spiegando che lui non aveva ruoli decisionali in merito alla cassa Covid. "Lo ha ritenuto un errore del direttore amministrativo della società - hanno spigato i legali - lui si è dichiarato estraneo, abbiamo depositato un documento che lo dimostra. Da parte sua non c’era nessuna consapevolezza che venisse applicata la cassa a zero ore".
Durante l’esame Kunz "ha fornito - proseguono - elementi oggettivi e importanti che rappresentano la sua estraneità ad alcune decisioni assunte in seno a Visibilia Editore", la sola società in cui aveva cariche. Inoltre ha dato spiegazioni in merito alla posizione di quattro giornalisti e ha chiarito la sua estraneità a tutta la vicenda: "Abbiamo anche prodotto un documento che lo attesta", hanno aggiunto i legali. Per consentire le repliche dei pubblici ministeri il gup Tiziana Gueli ha rinviato al prossimo 17 ottobre.