Bimbi picchiati e umiliati all’asilo di Vanzago: sei maestre a processo per maltrattamenti aggravati

Da marzo a giugno 2022, le educatrici avrebbero inflitto violenze fisiche i loro piccoli allievi, di età compresa tra uno e tre anni

Le registrazioni dei carabinieri, negli atti d'indagine

Le registrazioni dei carabinieri, negli atti d'indagine

L’accusa è di aver picchiato, umiliato e insultato i bimbi posti sotto la loro tutela. Sul banco delle imputate ci sono cinque maestre e l’ex direttrice e titolare dell’asilo nido Baby in Wonderland di Vanzago, in provincia di Milano. Da marzo a giugno 2022, le educatrici avrebbero inflitto violenze fisiche e psichiche a 22 bambini, di età compresa tra zero e tre anni, che frequentavano il centro di via della Filanda e una seconda sede che si trova poco distante.

Mercoledì 3 marzo il giudice dell’udienza preliminare Daniela Cardamone ha ammesso come parti civili – e quindi possibili destinatari di risarcimento – i genitori di 22 bimbi una volta iscritti all’asilo, difesi dall’avvocato Luca Dellacasa dello studio Borella e Pantano di Milano. Il dibattimento, cioè la parte del processo in cui vengono esaminate le prove in contraddittorio fra le parti, inizierà il prossimo 14 maggio in composizione collegiale. 

Le imputate e le indagini

Le sei imputate, tutte italiane di età compresa tra i 26 e 43 anni, erano state raggiunte dalla misura interdittiva della sospensione per un anno dalla professione il 28 gennaio 2023.

Le indagini dei carabinieri di Legnano, coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pubblico ministero Maria Cardellicchio, erano partite dalle segnalazioni di alcune studentesse dell'istituto tecnico Puecher- Olivetti di Rho, che avevano svolto uno stage in quei mesi e avevano raccontato al tutor della scuola cosa succedeva. Dopo quella denuncia gli investigatori avevano messo le telecamere all'interno delle due strutture.

Le violenze e la “sopraffazione”

Secondo quando ricostruito le educatrici e la ex titolare della struttura, avrebbero avuto atteggiamenti non solo violenti, ma anche di “sopraffazione” e di una non indifferente crudeltà mischiata a dileggio verso i bambini.

Le sei imputate, che furono denunciate da alcune giovani stagiste e riprese anche dalle telecamere piazzate dagli investigatori, secondo il capo di imputazione, avrebbero preso i bimbi e li avrebbero sbattuti “per terra per farli stare seduti” e avrebbero lanciato contro di loro ciabatte, quadrotti di spugna, palline di plastica. In classe avrebbero urlato “usando un tono molto aggressivo” ed espressioni “scurrili”, “disprezzandoli e umiliandoli”.

Inoltre, a causa del “sovrannumero dei bambini” per classe, erano in 30, sette in più rispetto a quanto autorizzato da Ats, quando arrivava l'ora del sonnellino, alcuni venivano messi a dormire nei lettini nella “stanza per la nanna”, altri invece sarebbero stati sistemati nei bagni con le culle, e altri ancora sui materassi nel salone. I piccini, in alcuni casi, sarebbero stati lasciati piangere a senza essere calmati e consolati, anzi sarebbero stati sgridati e spaventati ancora di più.

Gomitate a un bimbo

E poi, tra l'altro, a un bambino di circa un anno una delle educatrici avrebbe sferrato in pieno volto una gomitata così forte da provocargli una ferita al labbro e tanto sangue. Le indagate, quando furono raggiunte dalla misura interdittiva, avevano respinto le accuse sostenendo che le denunce delle studentesse tirocinanti sarebbero state la risposta alle valutazioni negative ricevute al termine degli stage nell'asilo nido di Vanzago.

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