Bimbi maltrattati all’asilo di Vanzago, a processo la direttrice e 5 maestre: “Crudeltà e violenza gratuita”

I genitori di 17 bambini si sono costituiti parte civile: le imputate non hanno chiesto il rito abbreviato. Le indagate riprese anche dalle telecamere

Carabinieri di fronte all'asilo nido di Vanzago
Carabinieri di fronte all'asilo nido di Vanzago

Si è aperto il processo contro la direttrice-titolare e le cinque maestre dell’asilo nido Baby in Wonderland di Vanzago ritenute responsabili di reiterati maltrattamenti nei confronti di 17 bambini. Nel corso dell’udienza preliminare i genitori dei bambini che avrebbero subito maltrattamenti, la maggior parte di quali difesa all’avvocato Luca Dellacasa dello studio Borrella&Pantano, si sono costituiti parte civile.

Il Gup potrebbe ammettere come parte civile tutti i genitori dei bambini che frequentavano l’asilo in via della Filanda e la seconda sede che si trova poco distante. Le sei imputate non hanno chiesto il rito abbreviato quindi il processo si svolgerà con il rito ordinario. Prossima udienza il 6 marzo. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, i fatti contestati si riferiscono al periodo che va da marzo al giugno del 2022.

Le indagini dei carabinieri di Legnano, coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Maria Cardellicchio, erano partite dalle segnalazioni di alcune studentesse dell’istituto tecnico Puecher-Olivetti di Rho, che avevano svolto uno stage in quei mesi. Le sei indagate, tutte italiane di età compresa tra i 26 e 43 anni, avrebbero avuto atteggiamenti non solo violenti, ma una particolare crudeltà mischiata a dileggio verso i piccoli di età compresa tra gli 0 e 3 anni.

Le sei indagate, riprese anche dalle telecamere piazzate dagli investigatori, secondo il capo di imputazione, avrebbero preso i bambini e li avrebbero "sbattuti per terra per farli stare seduti" e avrebbero lanciato contro di loro ciabatte, quadrotti di spugna, palline di plastica. In classe avrebbero "usato un tono molto aggressivo" ed espressioni "scurrili". Inoltre, a causa del "sovrannumero dei bambini" per classe, erano in 30, sette in più rispetto a quanto autorizzato da Ats, quando arrivava l’ora del sonnellino, alcuni sarebbero stati messi a dormire nei bagni con le culle o su materassi nel salone, talvolta completamente avvolti nelle coperte fin sopra alla testa.

I bimbi, in alcuni casi, sarebbero stati lasciati piangere a senza essere calmati e consolati, anzi sarebbero stati sgridati e spaventati ancora di più. E poi, tra l’altro, a un piccolo di circa un anno una delle educatrici avrebbe sferrato in pieno volto una gomitata così forte da provocargli una ferita al labbro e tanto sangue. Tra i diversi episodi contestati, ad alcuni bambini che avevano appena imparato a camminare, le maestre avrebbero lanciavano palline o altri oggetti, facendoli cadere per scherno.

Le imputate, invece, hanno sempre ribadito che le denunce delle studentesse tirocinanti potrebbero essere legate al fatto che le giovani avevano ricevuto valutazioni negative negli stage. L’ordinanza emessa dal Tribunale di Milano, era stata notificata alle indagate il 28 gennaio 2023 con l’applicazione della misura interdittiva del divieto di esercizio della professione. Molti genitori avevano portato via i figli e li avevano trasferiti in altri asili, altri invece li avevano lasciati nella stessa struttura, altri ancora li hanno spostati a luglio, alla fine dell’anno, quando il nido ha chiuso per le vacanze estive. La vicenda aveva comunque scosso la piccola comunità vanzaghese.

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