ROBERTA RAMPINI
Cronaca

“Viaggio nel silenzio sospeso“. Il triste fascino dell’abbandono

In mostra al centro civico di Arese 70 scatti di Stefania Morocutti: "Qui il tempo si è fermato"

“Viaggio nel silenzio sospeso“. Il triste fascino dell’abbandono

“Viaggio nel silenzio sospeso“. Il triste fascino dell’abbandono

"Questa mostra fotografica è un invito a varcare virtualmente la soglia di un luogo abbandonato per entrare in un’altra dimensione e vivere le stesse emozioni che ho provato io quando sono entrata". Settanta fotografie a colori di luoghi abbandonati, un “Viaggio nel silenzio sospeso“. È la mostra fotografica di Stefania Morocutti che si può visitare fino al 7 marzo al centro civico Agorà (via Monviso 7) di Arese, negli orari di apertura della biblioteca comunale. Impiegata di professione, fotografa per passione, Stefania nel 2018 ha avuto l’idea di visitare e immortalare con la sua macchina fotografica posti dimenticati. "Nei luoghi abbandonati c’è un tempo diverso da quello che c’è fuori, c’è il passato che si è fermato e non scorre più – racconta Stefania –. Quando si entra in questi luoghi, si viene avvolti da un silenzio surreale, da un odore pungente di muffa e di marcio e ci sono un’infinità di cose che sono sopravvissute agli uomini e sono ferme lì, in attesa di niente, come se chi abitava in quei luoghi fosse appena andato via di corsa, tavole apparecchiate, foto di famiglia, oggetti di vita. Quando arrivi in questi luoghi inizialmente hai anche paura, ma poi la curiosità e la voglia di fare questo viaggio nel passato è più forte, entri e scopri luoghi incredibili".

In 5 anni, l’aresina ha visitato tantissimi luoghi soprattutto nel Nord Italia, scoperti per caso o seguendo le avventure dei fotografi di Urbex (“Urban exploration“), sempre rispettando le ‘regole’: "Non sapevo che ci fosse un movimento di fotografi che si dedica ai luoghi abbandonati, l’ho scoperto dopo". C’è chi preferisce fabbriche, teatri, castelli o luoghi storici abbandonati, "ma sempre con rispetto: devono essere aperti, non si deve distruggere nè portare via nulla e non diamo le coordinate per evitare che qualcuno vada a distruggere ciò che è rimasto". Dall’ex città Satellite di Limbiate all’ex ospedale di Garbagnate, da uno stabilimento balneare abbandonato in Sicilia all’ex manicomio di Mombello, Stefania ha scattato migliaia di foto.

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