Verdi tra ring e sacchi da boxe. Pugni, flessioni, libri e teatro: "Così lo sport diventa cultura"

La quinta volta fra i luoghi di proiezione nella palestra Heracles Gymnasium nel cuore di via Padova. È gestita da Renato De Donato, ex campione Italiano nei pesi superleggeri con in tasca due lauree.

Verdi tra ring e sacchi da boxe. Pugni, flessioni, libri e teatro: "Così lo sport diventa cultura"
Verdi tra ring e sacchi da boxe. Pugni, flessioni, libri e teatro: "Così lo sport diventa cultura"

Tante donne, anche di una certa età, con le amiche, parecchie coppie adulte e due soli minorenni: Ashley, di 17 anni, e Vittoria, 16. Il pubblico eterogeneo (un centinaio di persone) venuto a seguire la Prima diffusa nella palestra Heracles Gymnasium di via Padova. Non una new entry nel palinsesto delle proiezioni in diretta ("è la quinta volta", precisa Renato De Donato, presidente della palestra aperta dal 2015) ma, forse, la più originale fra le 35 location che hanno trasmesso ieri in diretta lo spettacolo inaugurale della stagione scaligera, il Don Carlo di Verdi, diretto da Riccardo Chailly.

"Non stiamo cercando pubblicità, è il nostro modo d’essere quello di coniugare lo sport con una cultura viva e non museale. Di eventi ne facciamo una ventina all’anno" spiega De Donato che, oltre a essere stato campione Italiano nei pesi superleggeri, ha in tasca due lauree (in Scienze Motorie e Filosofia) e sta conseguendo a 37 anni il dottorato in Neuroscienze. Sono assenti i pugili agonisti della palestra, ma giustificati: "Li ho massacrati con gli allenamenti e devono riposarsi in vista di match importanti", precisa De Donato, il loro maestro. Seduta invece, nella sala dove sono appesi i sacchi, Marina Mercuriali, 38 anni, dal Casoretto, e habitué del luogo ma non per allenarsi: "Vengo sempre ai concerti, è la prima volta che seguo la Prima. Non sono per nulla esperta e, dato che la trama non è nota, è un po’ difficile da seguire… Non so se reggerò quattro ore" confessa con onestà.

"Notevole la presenza scenica di Anna Netrebko" il commento tecnico di Olivia Campagnano, 76 anni, nata in una famiglia di musicisti, alla sua terza Prima diffusa alla Heracles: "Adoro questo posto che fa un lavoro sociale straordinario: qui i ragazzi che si allenano possono studiare nella biblioteca al primo piano. Poco male se non ci sono fra il pubblico: anche a me alla loro età l’opera non mi faceva impazzire. Avranno più avanti l’occasione per apprezzarla…". Prima volta alla Heracles invece per Chiara Terenzi, 53 anni: "Sono di zona ma ho scoperto solo oggi che qua dentro accadono cose bellissime in un quartiere che viene sempre dipinto come disastrato... Un luogo fantastico".

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