Ventenne picchiato in Questura e il video della violenza. Ecco cosa rischiano ora i poliziotti

Milano, il banale diverbio in corridoio degenera. Botte al tunisino. L’intervento dell’agente in borghese e dei colleghi in un minuto di filmato

Un momento di quanto accaduto nel corridoio della Questura

Un momento di quanto accaduto nel corridoio della Questura

Milano, 28 novembre 2023 –  La discussione , che ha preceduto lo schiaffo, sarebbe scoppiata per i motivi più banali. Il ventenne tunisino, senza permesso di soggiorno, era "stanco" di essere trattenuto in Questura e aveva iniziato a protestare con gli agenti presenti nel corridoio dell’Ufficio Immigrazione in via Montebello a Milano. Senza però, almeno secondo quanto emerge dal video acquisto dalla Procura, mostrare atteggiamenti particolarmente aggressivi, almeno fisicamente. Una scena ordinaria, in un ufficio dove ogni giorno c’è un passaggio continuo di stranieri irregolari trattenuti per le pratiche di routine. A un certo punto, come emerge dal filmato, un agente perde il controllo, lo costringe a sedersi e lo colpisce con uno schiaffo al volto. Poi lo afferra per la testa e lo trascina lungo il corridoio, aiutato dai colleghi. Il giovane si divincola, finisce a terra, viene bloccato, sollevato di peso e portato in un’area non coperta dalle telecamere.

La scena dura poco meno di un minuto. In seguito, secondo la ricostruzione della Procura, il ventenne sarebbe stato "colpito con calci e pugni all’addome e al torace". E uno dei poliziotti gli avrebbe sbattuto "ripetutamente il capo contro il muro". Per questo episodio sono indagati otto agenti (sei uomini e due donne), in servizio all’Immigrazione e in altri uffici. Sette rispondono del reato di violenza privata aggravata dalla presenza di più persone e "dall’abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione". L’ottavo agente, una donna, è invece accusato di aver assistito alla scena e di non aver denunciato l’episodio "all’autorità giudiziaria o ai suoi superiori".

Stando a quanto ricostruito, la comunicazione all’autorità giudiziaria è stata inoltrata proprio dalla Questura, a seguito di una segnalazione interna verosimilmente arrivata da altri poliziotti che hanno assistito all’accaduto, come riportato già ieri su queste pagine. Nel frattempo, gli indagati sono rimasti al proprio posto o sono stati trasferiti altrove? Al momento, rivelano fonti vicine al Giorno, "il poliziotto maggiormente coinvolto", verosimilmente colui che ha colpito il tunisino per poi trascinarlo, lavora nel settore amministrativo e si sarebbe trovato nel corridoio "occasionalmente", non starebbe quindi a contatto con il pubblico. C’è comunque una scena concitata ripresa dalle camere e una presunta violenza che sarebbe scoppiata fuori dal raggio dell’occhio elettronico, ricostruita grazie alle testimonianze. Ci sono ruoli e responsabilità che dovranno essere ricostruite grazie all’inchiesta coordinata dal pm Giovanna Cavalleri, anche sulla base del racconto del tunisino acquisito con la formula dell’incidente probatorio. Il giovane, che si muoverebbe tra l’Italia e la Francia, avrebbe in sostanza confermato l’episodio con dichiarazioni che, però, i difensori dei poliziotti hanno definito "contraddittorie".

La scelta della Procura è stata quella di indagare, anche a titolo di garanzia per consentire la nomina di difensori, gli agenti presenti in quel momento. L’agente che ha colpito il tunisino con lo schiaffo e ha iniziato a trascinarlo nel corridoio, i colleghi che lo hanno aiutato a immobilizzarlo e a sollevarlo di peso. Una donna che, come emerge dalle immagini, assiste alla scena senza intervenire. Un’altra poliziotta spunta invece da un ufficio affacciato sul corridoio, non appena il tunisino e gli agenti sono usciti di scena. Posizioni e responsabilità individuali ora al vaglio della Procura.

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