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22 mar 2022

Vaccini in 500 farmacie "Già 4.500 prenotazioni"

Il bilancio a una settimana dall’inizio della transizione alla fase post-massiva. Moratti: "Non è ancora la quinta ondata, ma occorre proteggersi e stare attenti"

22 mar 2022
Vaccinazione antiCovid in una farmacia
Vaccinazione antiCovid in una farmacia
Vaccinazione antiCovid in una farmacia
Vaccinazione antiCovid in una farmacia
Vaccinazione antiCovid in una farmacia
Vaccinazione antiCovid in una farmacia

"Assistiamo a una leggera risalita della curva, ma non è una quinta ondata. Almeno per il momento", ha detto ieri la vicepresidente della Regione con delega al Welfare Letizia Moratti. Aggiungendo che "qualora le cose dovessero peggiorare, la Lombardia è pronta. Abbiamo costruito un’organizzazione molto flessibile e siamo in grado di ampliare o restringere gli hub vaccinali e per gli screening".

La campagna antiCovid lombarda, al momento, sta ancora passando a una fase post-massiva, con la chiusura di 44 hub (metà di quelli in attività sino a due settimane fa) entro la fine del mese e un potenziamento dell’offerta più capillare delle farmacie, che da una settimana somministano agli over 12 anche la prima e la seconda dose di Pfizer, oltre ai booster, e ricevono prenotazioni anche attraverso il sistema Poste. Sono stati fissati via portale già circa 4.500 appuntamenti, fa sapere Federfarma Lombardia, nei 496 esercizi che partecipano alle vaccinazioni antiCovid (sono 151 tra il Milanese e il Lodigiano); e che dal 10 novembre 2021 hanno iniettato più di 270 mila dosi. "Il Covid si sconfigge vaccinandosi", ricorda la presidente lombarda di Federfarma Annarosa Racca, e Moratti aggiunge: "Siamo in una fase in cui anche un vaccinato in più può fare la differenza". Specie per l’interessato, perché la contagiosissima variante Omicron 2 è particolarmente capace "di provocare re-infezioni. La protezione offerta dal ciclo vaccinale completo è superiore a quella che si ottiene per essere stati contagiati con una variante precedente", chiarisce Paolo Bonfanti, primario di Malattie infettive a Monza. E "se una persona non è vaccinata o è fragile, Omicron 2 può dare la malattia severa", avverte il microbiologo Andrea Crisanti.

Al momento, nelle terapie intensive lombarde i ricoverati continuano a diminuire (ieri erano 52, il 29% meno di una settimana fa), ma nei reparti sono in risalita: 904, quasi cento più di mercoledì scorso. Il tasso di positività dei tamponi quotidiani è tornato ormai da una settimana a doppia cifra (ieri 11,1%), e l’Ats Metropolitana certifica sia in città che nell’intero territorio del Milanese-Lodigiano un Rt per data del tampone sopra la soglia epidemica di 1, con nessun quartiere di Milano e pochissimi comuni in tutto l’hinterland sotto il viola scuro dei 250 nuovi casi settimanali ogni centomila abitanti. Il rimbalzo, ha spiegato Moratti, "non riguarda solo la Lombardia; abbiamo un’incidenza che è circa metà di quella italiana, a sua volta molto migliore di altri Paesi. Tuttavia non è da sottovalutare, è importante vaccinarsi e non abbassare la guardia".Giulia Bonezzi

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