GRAZIA LISSI
Cronaca

L’Utopia del maestro Filippo Del Corno, il musicista ex assessore: “Adesso sì che sono felice”

“Per Milano è finito il decennio d’oro. Ma guardiamo alla città con laicismo: prima è stata solo lodata dai media, ora trovo esagerate le malevolenze”

Filippo Del Corno, compositore ed ex assessore alla Cultura del Comune di Milano,

Filippo Del Corno, compositore ed ex assessore alla Cultura del Comune di Milano,

Milano, 11 luglio 2025 – Partenza alla grande questa sera per il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, direzione artistica della pianista Mariangela Vacatello: quattro orchestre, tre delle quali giovanili, con la storica Orchestra Giovanile Italiana, la neonata Orchestra del 50esimo Cantiere, a cui si aggiungono Orchestra Haydn e la giovanile londinese Wandsworth Orchestra.

Tra le 22 première, 17 prime assolute mondiali, di cui 16 commissioni del Cantiere e cinque prime italiane; oltre 340 musicisti e operatori del settore da tutt’Europa per festeggiare insieme l’utopia ideata da Hans Werne Henze. (fondazionecantiere.it/50-cantiere-internazionale-d-arte-2025).

Filippo Del Corno terrà il simposio “Esplorare Utopia“; compositore, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, dal verde borgo toscano l’artista racconta: “Henze, il fondatore, ha realizzato un’utopia; ha reso la diffusione dell’arte, della musica un fatto appartenente alla comunità e non un’occasione di vetrina limitato all’estate. In 50 anni il Cantiere ha donato alla comunità democratica di Montepulciano e della Val di Chiana la partecipazione culturale. Questa ha significa benessere, sviluppo, appartenenza a un territorio”.

Maestro, quanto ha dato la musica al suo impegno politico e viceversa?

“Sono due aspetti diversi della vita. La politica, per me, ha rappresentato la rinuncia alla musica, una scelta dolorosa; adesso sono tornato a ciò che so fare, o almeno credo, scrivere e occuparmi di musica. E sono felice”.

La sua cultura, la musica quando hanno dato al suo modo di fare politica?

“Non molto. Ho provato a fare politica con gli strumenti culturali che avevo a disposizione, gli esiti li conoscete. Ho pensato di poter dare un contributo alla mia città, alla società civile sapendo che sarebbe stato limitato nel tempo, non sarei mai andato oltre due mandati, nonostante le preferenze avute. Secondo me, il rapporto con la politica più sano è quello di dedicarle un tempo limitato. Ho molto rispetto per i politici di professione, auspico un aumento di politici di professione, molto preparati e meno cittadini “prestati“ alla politica. Ovviamente se qualcuno vuole dare un contributo utile alla comunità la strada migliore è fare politica”.

Come guarda oggi la Giunta di Milano?

“Con grandissima solidarietà, consapevole di tutti i problemi che ci sono. Io stesso ho cercato di affrontarli durante i miei mandati; ho toccato con mano quanto siano enormi le difficoltà di carattere amministrativo in una fase come quella che stanno attraversando. Viviamo nel paradosso: in Italia gli enti locali sono costantemente deprivati di risorse economiche, ma a loro attribuiscono nuove e maggiori responsabilità”.

La “città che sale“ ha anche altri problemi.

“Abbiamo vissuto un “decennio d’oro“ in cui il modello di sviluppo delle città globali sembrava essere inarrestabile e definitivo. L’epidemia Covid ha messo in crisi fortemente questa idea, ma non siamo riusciti a trovarne una alternativa. Milano sta vivendo un momento complicato, come altre metropoli internazionali. Guardiamo la città con laicismo: per un decennio Milano è stata solo lodata dai media italiani ed esteri, adesso trovo esagerate le malevolenze sulla nostra città. Quand’ero assessore dicevo: “Non esaltiamoci con le lodi“. E oggi dico: “Non eccediamo con le critiche, alcune sono realmente ingenerose...“”.

La musica classica in Italia sembra smarrirsi e perdere pubblico.

“Luciano Berio scriveva: “La musica non è mai in crisi“. Da una parte la progressiva restrizione del pubblico che va in controtendenza rispetto all’ampliamento del bacino potenziale del pubblico; oggi incontro sempre più persone interessate alla musica d’arte di quante vengono poi intercettate. Bisogna rivedere la comunicazione, la programmazione, a Milano ci sono tanti esempi virtuosi. I Pomeriggi Musicali nell’ultima annata hanno avuto un incremento di pubblico, in ascesa dopo il Covid. Sarebbe importante intercettare prima, coltivare il desiderio di musica classica che esiste ovunque. La qualità della proposta deve sempre essere alta, non è vero che se l’abbassi viene più gente ad ascoltare, anzi...”.