Uniti contro il malaffare. Il patto dei 133 Comuni

Prefettura, Città metropolitana e Palazzo Marino aiutano le amministrazioni a riscrivere i piani contro le mazzette, con la collaborazione di Libera.

Uniti contro il malaffare. Il patto dei 133 Comuni

La consulta anticorruzione coinvolge amministratori di ogni colore politico

Lotta alla corruzione, prefettura, Città metropolitana e Palazzo Marino aiutano i Comuni a riscrivere i piani contro le mazzette. La task force allargata a tutti e 133 i centri della provincia arriva a un anno e mezzo dalla piattaforma on-line, “gola profonda“, per la segnalazione – Whistleblowing – di illeciti. Il percorso avviato insieme a Libera ha lo scopo di far procedere sugli stessi binari per tutti buone pratiche e studi condivisi per azzerare il malaffare. Si riparte da qui per aggiustare i paletti che evitino il marcio. Coordinerà tutto una Consulta, che riunisce i responsabili della prevenzione, nata qualche giorno fa con la firma di un protocollo allargato a tutta la provincia. Ai suoi membri il compito "di analizzare il contesto, di condividere metodi e mappatura dei processi, di valutare i rischi", ma anche quello di mettere a punto un programma formativo trasversale, permanente "per la diffusione della cultura dalla legalità nelle organizzazioni".

"L’interesse di tutti evidenzia l’importanza strategica per il territorio e i Comuni di fare rete su un tema decisivo", dice Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco e consigliere alla Legalità di Palazzo Isimbardi. "Con il protocollo viene assicurato alle città il supporto giuridico e informativo necessario alla stesura dei piani", sottolinea il prefetto Claudio Sgaraglia, che ha partecipato ai lavori. "L’iniziativa racconta che a caratterizzare la forma di governo metropolitano, e a distinguerla dalle altre, sono proprio l’integrazione e il raccordo tra i diversi enti", chiarisce Antonio Sebastiano Purcaro, segretario generale dell’ex Provincia.

L’humus in cui è maturato tutto è l’intesa con Libera avviata da tempo. "La corruzione è una delle pratiche più subdole e più pericolose di cui anche le mafie si stanno avvalendo – ricordava Lucilla Andreucci, coordinatrice milanese dell’associazione fondata da don Ciotti alla Giornata della Trasparenza –. L’impressione, però, è che questo tipo di reato stia vivendo una sottovalutazione generale, che poi è il vero motivo che ci ha spinto ad agire con Città metropolitana". E oggi l’unità serve a puntare il faro su un problema in cui è incappato spesso anche il territorio. A cominciare dal mattone sporco a Cassano e Trezzo, allora guidate dal centrodestra e dal centrosinistra, come Pioltello ai tempi delle tangenti sul servizio rifiuti. A riprova che le stecche non hanno colore.

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