Unione Europea, da colmare le lacune del sistema istituzionale

L'articolo di Achille Colombo Clerici evidenzia lacune etiche e istituzionali nell'Unione Europea, come la decisione politica insindacabile dell'Alta Corte e la mancanza di giurisdizione penale unionale. Si sottolinea la necessità di valori condivisi e una struttura basata sul diritto per garantire uno Stato di diritto europeo.

Clerici*

Alcuni fatti ed eventi paradigmatici intervenuti in questo ultimo scorcio di vita dell’Unione Europea ci permettono di riflettere sulle lacune che appaiono nel sistema istituzionale dell’Unione sul piano dell’equità e dell’etica politica; lacune che vanno colmate. Penso anzitutto alla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia Europea del 14 luglio del 2022 che ha deciso il caso della controversia relativa alla assegnazione ad Amsterdam della sede dell’Agenzia Europea dei Medicinali. Con questa decisione l’Alta Corte ha introdotto l’idea che nel sistema dell’Unione Europea possano definirsi questioni istituzionali, quindi di natura amministrativa, con decisioni politiche insindacabili sul piano della legittimità. Si tratta di un grave orientamento che legittima la preoccupazione che ci si muova sul piano di agiuridicità, fonte di antagonismi e di conflitti. Penso alla vicenda del Qatargate del 2023 (che pone in tutta evidenza la lacuna rappresentata dalla assenza di una giurisdizione penale unionale in materia di reati commessi da esponenti o da dipendenti dell’Unione Europea, nell’esercizio delle loro funzioni) e penso alla politica della transizione ecologica sfociata nelle linee programmatiche in data 14 luglio 2021 del fit for 55 package (55%riduzione emissioni CO2 dal 1990 al 2030: dal 1990 ad oggi siamo ad una riduzione del 20%, per cui si tratterebbe di ridurre il restante 35% in meno di 10 anni) basato sull’efficienza energetica di mezzi di trasporto, ad es.automotive, attività produttive, edifici, e sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. Penso alla direttiva EPBD sull’efficientamento energetico degli edifici ed alla decisione dell’europarlamento in data 28 febbraio 2024 relativa al ripristino della natura. Una politica complessiva, quella dell’Unione, basata, più che su valori storici, sociali, culturali, etici condivisi, su una ideologia dai risvolti marcatamente economici che si risolve in una corsa a mettere fuori norma interi settori di economia dei vari stati, creando i presupposti per posizioni debitorie fondate su sanzioni ed oneri degli stati stessi e dei cittadini. Situazione questa derivante dalla mancanza di caratteri identitari condivisi e codificati. C’è dunque una istanza di natura etico-politica da affrontare, che riguarda, non solo gli imprescindibili principi e i valori superiori (che devono essere valori non negoziabili) cui deve ricondursi l’identità dell’Unione Europea, ma anche la strutturazione ed il funzionamento dello stesso organismo europeo come organismo fondato sul diritto, entrambe precondizioni imprescindibili perché si attui quello Stato di diritto cui si richiama la Commissione europea nel documento sullo stato della giustizia europea inviato al nostro Parlamento nel 2023.

*Presidente Assoedilizia

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