Un salto di qualità professionale. Anche in carcere è possibile

Axians Italia ha avviato il progetto nel 2021 e oggi ha alle sue dipendenze sei detenuti molto preparati. Chi aderisce fa un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo con esami settimanali.

Un salto di qualità professionale. Anche in carcere è possibile

Un salto di qualità professionale. Anche in carcere è possibile

Si scrive Nic e si legge Noc (Network operations center) in carcere. È il progetto di Axians Italia, player di riferimento nel settore dell’Information & communication technology, avviato nel 2021 nel carcere di Bollate. Oggi dà lavoro a sei detenuti che quotidianamente, da remoto, si occupano di monitorare e dare supporto ai clienti di Axians Italia. Il laboratorio è stato allestito in un locale all’esterno delle mura del carcere. Qui sono installati terminali, display e sistemi di monitoraggio collegati h24 con aziende e strutture critiche. I detenuti che aderiscono al progetto fanno un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo organizzato in collaborazione con la Cisco Academy e devono sostenere settimanalmente un esame per verificare le conoscenze acquisite. Solo chi supera tutti gli esami e completa il corso potrà accedere a un posto di lavoro.

"È un progetto che crea valore nelle carceri e restituisce dignità e motivazione alle persone detenute che esprimono la volontà di impegnarsi in un percorso professionalizzante – dichiara Michele Armenise, ad Axians Italia –. Il nostro è un impegno concreto e chiediamo lo stesso ai detenuti. Solo chi si impegna davvero e dimostra un sufficiente livello di qualità professionale viene impiegato a lavorare ai progetti attivi presso i nostri clienti. È un progetto in cui crediamo molto perché tocchiamo con mano l’entusiasmo dei partecipanti e abbiamo tutta l’intenzione di farlo crescere".

Nel carcere di Bollate si parla di networking e sicurezza informatica da almeno vent’anni. È stato Lorenzo Lento, esperto di sicurezza informatica e Ict manager, il primo a insegnare in carcere come volontario. "Abbiamo sempre creduto che tutti potessero essere in grado, con strumenti adeguati, di cambiare la propria vita con la formazione. Abbiamo impiegato 10 anni a dimostrarlo, con le prime certificazioni Cisco conseguite da studenti detenuti che sono diventati anche docenti e hanno “iniziato“ altri detenuti", commenta Lento, oggi presidente di Universo cooperativa sociale, Cisco Academy. "Siamo riusciti a portare le nostre Networking academy in molte carceri italiane compreso l’Istituto minorile Beccaria. Nell’arco di questo periodo abbiamo fornito competenze digitali sia di base che specialistiche in aree come le reti e la cybersecurity a più di 1.500 persone", afferma Gianmatteo Manghi, Ceo Cisco Italia.

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