Processo per l’omicidio di Giulia Tramontano: parla Allegra, l’amante dell’assassino

La testimonianza oggi in aula. Le due donne, entrambe ingannate da Alessandro Impagnatiello, si incontrarono il 27 maggio scorso, poche ore prima che la giovane incinta venisse accoltellata a morte dal barman

Milano, 7 marzo 2024 – L’abbraccio davanti all’Armani hotel di via Manzoni. Pomeriggio del 27 maggio scorso, Giulia Tramontano e Allegra C., rispettivamente compagna e amante di Alessandro Impagnatiello, si incontrano per la prima volta: la collega del 30enne svela alla 29enne, incinta al settimo mese, che entrambe sono state vittima dello stesso inganno, architettato dal barman con la doppia vita.

Alessandro Impagnatiello; a destra, l'incontro fra Giulia Tramontano e Allegra C.
Alessandro Impagnatiello; a destra, l'incontro fra Giulia Tramontano e Allegra C.

Il confronto

Quella immagine, ripresa da una telecamera e finita agli atti dell’inchiesta sull’assassinio di Senago, racconta della sintonia che si era creata tra le due donne, che passeranno poi mezz’ora a parlare. Giulia dopo aver avuto la conferma dei suoi sospetti sulla doppia vita del padre di suo figlio Thiago saluta Allegra e riprende la strada di casa. È infuriata per quello che ha appena scoperto, scrive un messaggio al compagno e padre del bambino che sta per nascere: “Fatti trovare”.

L’omicidio

Al rientro nell’appartamento, la 29enne verrà colpita con almeno 37 coltellate da Impagnatiello, che poi proverà a bruciare il cadavere prima nella vasca da bagno e poi nel box.

Oggi nel corso della udienza che inizierà alle 9.30 in Corte d’Assise parlerà, per la prima volta, proprio Allegra C. la ragazza dalla quale, fra l’altro, era andato l’assassino, subito dopo aver ucciso Giulia. Lui voleva parlarle, lei non gli ha aperto la porta, quel gesto le salverà la vita.

L’opinione della sorella

Chiara Tramontano, su Facebook, analizzerà diversamente il significato di quell’incontro fra sua sorella e Allegra. “Quello non è stato un abbraccio, lei (Giulia, ndr) aveva le braccia lungo il corpo, non ha abbracciato la donna che si è intrufolata in casa sua. In questa storia buia non c’è solidarietà”.

Si era sfogata, dopo mesi di silenzio scanditi dal dolore e dalla rabbia, "il dolore è un’esperienza così intima che è difficile condividerla con se stessi, figuriamoci con gli altri”. Oltre all’amante di Impagnatiello oggi, in aula, parleranno gli investigatori della polizia. 

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