Il palazzo di largo Caccia Dominioni e, nei riquadri, il piccolo Billy e suo padre, Rowell Alvarez
Il palazzo di largo Caccia Dominioni e, nei riquadri, il piccolo Billy e suo padre, Rowell Alvarez

Milano, 18 ottobre 2014 - Tragedia famigliare a Milano, in largo Caccia Dominioni. All'alba un uomo filippino di 43 anni, Rowell Alvarez, ha ucciso il figlio di sedici anni a coltellateferito anche moglie e figlia, prima di suicidarsi conficcandosi quello stesso coltello nella gola. Secondo quanto emerso dalle prime indagini il 6 gennaio 2005 il 43enne aveva già ucciso un marocchino in viale Stelvio durante una lite scoppiata per futili motivi. Il 30 gennaio 2014 era stato scarcerato e affidato ai servizi sociali. Aveva, inoltre, precedenti per resistenza e lesioni personali.  

La prima chiamata alla polizia è arrivata attorno alle 6: ad allertare le autorità è stata la moglie, la 49enne Jesusa Caronel, che ha telefonato in lacrime dicendo che suo marito l'aveva accoltellata, ferendola alla schiena. Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, il marito, pregiudicato di 43 anni, si sarebbe svegliato e l'avrebbe aggredita con un coltello. Le urla della donna però avrebbero attirato i figli Billy, di 16 anni, e Jeane, di 20. La moglie a questo punto è riuscita a scappare all'esterno e dare l'allarme, mentre la figlia, accoltellata all'addome, si rifugiava da una vicina. La ragazza è stata portata in codice rosso all'Humanitas di Rozzano, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico. Il figlio invece, Billy, ha subìto su di sé tutta la furia del padre, che si è accanito su di lui con almeno 10 pugnalate. Il suo corpo è stato trovato nella camera dei genitori, accanto al letto. Vicino a lui, sul materasso, c'era il padre, che si è tolto la vita con un fendente alla gola. Ancora da accertare i motivi del delitto, anche se la moglie ha spiegato che negli ultimi tempi suo marito era depresso. Da quanto si è capito quindi, l'avrebbe colpito i figli solo perché intervenuti in auto della madre. (Le foto dei rilievi della scientifica)

IL RITRATTO DELLA VITTIMA Il 16enne ucciso questa mattina a Milano sognava di fare lo chef. Secondo quanto riportato dall'Ansa la testimonianza arriverebbe da un amico del ragazzo: "Billy studiava all'alberghiero, aveva iniziato anche lo stage in un albergo - il suo racconto - Noi eravamo come fratelli. L'ho conosciuto perché sua madre mi faceva da baby-sitter. Sognava di diventare chef e di tornare nel suo Paese. E' tutto terribile, non ci credo". Da parte del 16enne però, nessuna confessione riguardo a eventuali problemi in famiglia: "Non mi ha parlato di problemi in casa ma ultimamente l'ho visto triste - continua il giovane amico - Era un ragazzo riservato, purtroppo. Conosco anche la sorella, anche lei mi ha fatto da baby-sitter qualche volta. Il padre era arrivato dalle Filippine circa un anno fa. Vivevano in un appartamento piccolo ma non si lamentavano. Come ha potuto fare una cosa simile?".

Nello stesso luogo, il 10 ottobre 2010, fu ucciso il tassista Luca Massari dopo aver investito per errore il cane di una ragazza. Fu ammazzato a calci e pugni e il caso destò grande scalpore.