MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Milano, fare il bagno in Darsena e nei Navigli? Ecco cos’ha risposto il sindaco

Il primo cittadino: “C’è un problema di sicurezza”. Le piscine estive chiuse? “Creano disagi ai residenti, ma quei lavori vanno fatti”

Il naviglio di Milano

Il naviglio di Milano

Il sogno di fare un bagno in Darsena o lungo i Navigli è durato dodici giorni. Lo scorso 16 giugno, infatti, la commissione Sport di Palazzo Marino aveva analizzato la situazione critica per le piscine all’aperto – quest’estate chiuse Lido, Argelati e Suzzani e, da ottobre, Saini – e aveva lanciato una proposta “firmata’’ dal consigliere della lista Sala Marco Mazzei e subito condivisa dalla presidente della commissione Angelica Valile (Pd): rendere balneabili la Darsena e alcuni tratti dei Navigli, almeno dalla prossima estate.

Ma ieri è arrivata la doccia fredda, anzi gelata. Perché il sindaco Giuseppe Sala, ai cronisti che ieri gli chiedevano un parere sulla proposta delle vie d’acqua milanesi aperte ai bagnanti, ha risposto così: "Sono un po’ perplesso, perché il tema non è solo la balneabilità e la qualità dell’acqua in Darsena e Navigli, ma è la vigilanza. E se succede un incidente? Un conto è una piscina, un’altra i Navigli, difficili da delimitare. Lo stesso discorso vale per la Darsena, che mi sembra sia adatta per altre cose".

L’ostacolo che sembra insormontabile, dunque, non è tanto la qualità dell’acqua, anche perché alcuni milanesi frequentano già Darsena e Navigli per praticare sport, dalla canoa al nuoto, ma la difficoltà nel controllare tutti i milanesi e i turisti che decidessero di fare un tuffo nelle acque cittadine. Quanti bagnini ci vorrebbero per rendere sicuri i tuffi in ampi tratti di Darsena e Navigli? E ciò riuscirebbe a garantire l’assoluta sicurezza dei bagnanti, in particolare dei bambini? Domande che il sindaco si è posto e a cui ha dato una risposta secca: no.

Sala, però, è consapevole che il piano di ristrutturazioni messo in atto da Palazzo Marino per le piscine comunali con vasche scoperte creerà problemi ai milanesi e non solo questa estate, perché i lavori di restyling dureranno almeno tre anni. "È chiaro che il tenere chiusi quegli impianti estivi crea disagi – ammette il primo cittadino – ma noi stiamo mettendo mano a un problema che ci trascinavamo da tempo. La scarsa manutenzione delle piscine milanesi è una questione che risale a venti o trent’anni fa".