Tetti in amianto a rischio crolli: "Si deve intervenire con urgenza"

Alcune cascine a Sant’Agata, frazione di Cassina de’ Pecchi, hanno riportato danni seri dopo i nubifragi. Il comitato Custodi del paesaggio e Legambiente lanciano un appello: "Ripristinate la sicurezza della zona".

Tetti in amianto a rischio crolli: "Si deve intervenire con urgenza"

Una segnalazione è già stata notificata a Comune e Ats: «La sistemazione spetta ai privati, ma gli enti pubblici devono provvedere alle segnalazioni»

"Dopo trombe d’aria e nubifragi estivi pezzi di amianto a cielo aperto fra le cascine: un rischio per la salute pubblica. Chi di dovere intervenga". L’allarme arriva dal comitato cittadino Custodi del paesaggio e da Legambiente e riguarda tre grandi complessi rurali della frazione cassinese di Sant’Agata: "I cittadini hanno chiesto interventi, che spettano al privato, ma rispetto ai quali l’ente pubblico può e deve dare sollecitazioni". In una nota siglata da Legambiente Martesana e dal comitato cassinese Custodi del paesaggio, costituitosi l’anno scorso, la segnalazione e un dossier fotografico. "Segnaliamo tre situazioni critiche da un punto di vista ambientale e della salute pubblica. Premettiamo che i cittadini coinvolti hanno già opportunamente segnalato la situazione agli enti pubblici preposti: il comune di Cassina de’ Pecchi e Azienda sanitaria. Le segnalazioni sono però, ad oggi, ancora senza risposta". I siti: due vecchie cascine di via XXV Aprile, dove si segnala la presenza di copertura in amianto, visibile dalla strada, con pezzi sparsi e tetti rotti. In entrambi i casi la dispersione dei pezzi di eternit data, con ogni probabilità, alla tromba d’aria estiva. In uno degli edifici una parziale messa in sicurezza è stata effettuata nelle scorse settimane "con reticolato arancione intorno al cascinale - così ancora gli ambientalisti -: ma non risulta l’intervento di aziende accreditate e specializzate". Infine una terza cascina in altra zona della frazione, "con copertura in amianto di fienili, stalle e ricoveri". Così ancora i Custodi: "La cura e la tutela di un territorio passano, innanzitutto, attraverso la messa in sicurezza dei luoghi vissuti dai cittadini, coltivati dagli agricoltori e abitati dalla fauna locale. Per questo riteniamo di sostenere l’azione intrapresa dai cittadini".

"La normativa parla chiaro - così Francesca Colombo, portavoce dei Custodi del paesaggio: - e dice che “L’intervento è a cura del proprietario che ne risponde legalmente, ma in via straordinaria interviene il Comune, per tutelare la salute pubblica””". "Siamo bene a conoscenza della problematica - così in Comune l’assessore all’Ambiente Fabio Varisco -, abbiamo recepito le segnalazioni e i nostri uffici stanno facendo quanto di dovere. Dirò di più: su questo tema ho avuto modo di confrontarmi nei giorni scorsi anche con il referente di Legambiente Giuseppe Moretti. Diciamo che una delle situazioni identificate è, per varie ragioni, più complessa di altre. Ma stiamo lavorandoci".

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