Stefania Consenti
Cronaca

Troppi tetti d’amianto in Lombardia: smaltimenti sempre a passo di lumaca

Ma spunta l’anagrafe: 3.701 operai sottoposti a sorveglianza sanitaria

Un tecnico impegnato in una bonifica

Milano, 8 maggio 2015 - Non si arriverà al traguardo del 2016 con la Lombardia «amianto free» perché dei 2,8 milioni di metri cubi di coperture di amianto presenti nella nostra regione ne sono stati smaltiti 778 mila in cinque anni, pari al 27%. Ma c’è la volontà, come ha spiegato l’assessore alla Salute Mario Mantovani, "di lavorare a una nuova pianificazione sul tema amianto sfruttando le conoscenze acquisite". Una velocità di smaltimento "bassa" che, dicono gli esperti di Legambiente, dipende soprattutto dall’esiguo numero di impianti autorizzati. E di questo passo "ci metteremo una decina d’anni", fa notare Edoardo Bay, responsabile scientifico di Legambiente. Eppure ci si continua ad ammalare di mesotelioma, 400 casi all’anno in Lombardia.

Così "il 95 per cento dell’amianto viene smaltito in Germania". Il nodo sono le discariche. Come sottolinea l’assessore all’ambiente Claudia Terzi "dell’amianto non ci si può solo preoccupare di metterlo in sicurezza ma si deve anche pensare a trovare la strada dello smaltiment"». Attualmente l’unica a funzionare a "pieno regime" è quella di Montichiari (300mila metri cubi) ma sono in corso di istruttoria 5 istanze per discariche e una per un impianto di inertizzazione. L’altra che potrebbe aggiungersi a Montichiari è quella di Ferrera Erbognone in provincia di Pavia (603.908 metri cubi) che non ha ancora superato l’esame della procedura Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Proteste sono all’ordine del giorno nei territori, nessuno gradisce avere discariche di amianto a un passo da casa.

Scendendo nei dettagli dell’indagine presentata da Arpa a Palazzo Lombardia, si nota come l’8% dell’amianto rimosso (costa 10 euro al metro quadrato) sia stato sostituito con coperture sulle quali sono stati installati pannelli fotovoltaici mentre solo nel 2% dei casi l’amianto è stato rimosso contestuamente alla demolizione dell’edificio e nel 17% c’è stata la sostituzione della copertura.

Nella provincia di Brescia la percentuale più alta (sfiora il 28%) di coperture in cemento amianto rimosse dal 2007 al 2012. L’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi commenta: "Sul fronte ambientale abbiamo lavorato su più strade. A partire da una semplificazione delle procedure per la rimozione delle coperture in cemento amianto, soprattutto per i piccoli quantitativi, che oggi è assai oneroso smaltire per i privati dati i costi dell’intervento. In questo senso abbiamo stimolato l’azione dei Comuni come “centrali di acquisto” in grado di offrire ai cittadini il servizio di rimozione a prezzo fisso e invariabile oltre al preventivo gratuito".