MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Teatro Lirico, la fine dei lavori slitta di 2 mesi

Restauro del teatro, quinta variante. Resta il nodo del Consiglio di Stato

Dal 2016 ad oggi cinque varianti per il restauro del Lirico chiuso dal 1999 (NewPress)

Dal 2016 ad oggi cinque varianti per il restauro del Lirico chiuso dal 1999 (NewPress)

Milano, 29 maggio 2019 - E siamo a cinque, dal 2016 ad oggi. Parliamo delle varianti tecniche per il restauro del teatro Lirico di via Larga, chiuso dal 1999. Varianti che hanno fatto slittare la chiusura del cantiere di quasi due anni e hanno fatto crescere il costo delle opere dagli iniziali 8,1 milioni di euro a 11,8 milioni di euro: 3,7 milioni in più. La quinta variante tecnica, chiesta e ottenuta dall’impresa appaltatrice, la Garibaldi Fragasso srl, risale all’altroieri e fa slittare la fine dei lavori di altri 67 giorni, dall’11 giugno al 16 agosto 2019.

Un altro rinvio. Ma almeno una buona notizia c’è in questa ennesima variante tecnica: per una volta la spesa per i lavori, invece di crescere, scende, seppur di poco. Per l’esattezza da 11.862.910 euro a 11.862.708 euro, cioè 201,68 euro in meno. Una magra consolazione, dopo un aumento dell’appalto di quasi quattro milioni di euro, ma tocca accontentarsi, vista la «telenovela» Lirico. L’uscita dal tunnel dei ritardi, in ogni caso, non sembra lontana. In via Larga l’impresa ha già iniziato a smantellare la parte alta dei ponteggi sulla facciata del teatro e il «giallo Milano» è già visibile. Un buon segno. La riapertura non è più un miraggio. Ancor prima dell’ufficializzazione della quinta variante, lo scorso 3 aprile agli «Stati Generali del Comune», il sindaco Giuseppe Sala si era prudentemente tenuto largo sui tempi e aveva annunciato che la fine dei lavori del Lirico e i relativi collaudi si sarebbero conclusi a ottobre. Riapertura del teatro entro il 2019 o all’inizio del 2020?

Non è detto. Perché oltre al nodo dei lavori da concludere nei tempi ora previsti, c’è una matassa ancora da sbrogliare: la gestione del Lirico. Nel dicembre 2017, infatti, il Tar ha annullato gli atti del bando comunale che nel febbraio 2017 aveva assegnato la gestione del teatro alla multinazionale olandese Stage Entertainment, la stessa che gestisce il Teatro Nazionale di piazza Piemonte. I giudici amministrativi di primo grado hanno accolto il ricorso dei secondi classificati e sconfitti della gara, la Show Bees capeggiata da Gianmario Longoni. Tutto da rifare. Poco dopo, Stage Entertaiment e Comune hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Un ulteriore macigno sui tempi di riapertura del teatro chiuso da vent’anni. Sì, perché nel bando municipale c’è scritto che spetta alla società che avrà in gestione il Lirico il completamento degli arredi, dalle poltroncine in platea al ristorante-panoramico vista palco.

Un investimento di oltre un milione di euro. Ciò significa che se a ottobre, come annunciato dal sindaco, il restauro dell’immobile sarà finito, bisognerà comunque aspettare di capire chi sarà il gestore e dargli il tempo di completare le opere necessarie alla riapertura. Già, ma quando si pronuncerà il Consiglio di Stato? Le parti sono state convocate e sentite dai giudici amministrativi di secondo grado lo scorso 14 marzo. Il Consiglio di Stato si dovrebbe pronunciare sul ricorso entro 90 giorni, quindi entro giugno. Ma i tempi potrebbero essere anche più lunghi. E senza chiarezza sul gestore del Lirico, niente taglio del nastro del teatro.

massimiliano.mingoia@ilgiorno.net