Tangenti nella sanità. Crollano le accuse. Confalonieri assolto: "Distrutto dalla vicenda"

La Corte d’Appello cancella la condanna a sei anni e mezzo per corruzione "Il fatto non sussiste". L’anno scorso esito analogo per l’ex direttrice Navone .

Tangenti nella sanità. Crollano le accuse. Confalonieri assolto: "Distrutto dalla vicenda"

Tangenti nella sanità. Crollano le accuse. Confalonieri assolto: "Distrutto dalla vicenda"

"Sono stato distrutto da questa vicenda, i pazienti fanno fatica a venire da me: sto vivendo una condizione psicologica pesante". L’ex primario di Ortopedia del Cto-Pini di Milano, Norberto Confalonieri, aveva descritto il suo stato d’animo intervenendo in aula nell’ottobre del 2020, nel processo di primo grado poi concluso con la sua condanna a sei anni e mezzo di reclusione. Ieri la Corte d’Appello ha spazzato via le accuse, ribaltando le carte su un caso di presunte mazzette legate alla sanità. Finito ai domiciliari più di 6 anni fa e già prosciolto in primo grado dall’accusa di lesioni su pazienti, Confalonieri ieri è stato assolto "perché il fatto non sussiste" dall’imputazione di corruzione. In primo grado era stato condannato a 6 anni e mezzo per presunte tangenti per aver favorito l’acquisto di protesi della Johnson&Johnson. Oltre a Confalonieri, difeso dal legale Federico Cecconi, sono stati assolti Natalia Barberis, agente di commercio per la multinazionale, difesa dall’avvocato Gabriele Minniti, e un’altra dipendente.

Norberto Confalonieri era finito agli arresti domiciliari nel marzo del 2017, nell’ambito delle indagini della Procura milanese, con l’accusa di aver favorito l’acquisto di protesi della multinazionale Johnson & Johnson, in forza, sosteneva l’accusa, di un "accordo occulto" che avrebbe previsto "periodici compensi in denaro", l’invito a programmi televisivi e a eventi scientifici, nonché "viaggi e soggiorni". Tesi spazzata via ieri con l’assoluzione "perché il fatto non sussiste", in accoglimento della linea difensiva. Dalle indagini, tra l’altro, erano emerse all’epoca intercettazioni choc nelle quali il medico avrebbe parlato di un "femore" rotto a un’anziana di 91 anni per "allenarsi". E lui si era difeso spiegando che quelle intercettate erano "chiacchiere da bar, espressioni goliardiche". Il 18 gennaio del 2021 la quarta penale del Tribunale milanese lo condannò a 6 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione, mentre da due episodi di presunte lesioni ai pazienti, uno colposo e l’altra doloso, venne prosciolto. Ieri per Confalonieri è arrivata l’assoluzione anche per l’accusa rimanente e principale di corruzione, decisa dalla seconda penale d’appello (presidente del collegio Maurizio Boselli). Tra i tre imputati assolti anche Stefania Feroleto, dipendente della multinazionale. La Procura generale aveva chiesto la conferma delle condanne.

Ha avuto un esito analogo anche il processo d’appello, l’anno scorso, su un altro filone dell’indagine. Anche l’ex direttrice sanitaria di Ortopedia del Cto-Pini di Milano Paola Navone, accusata di corruzione, è stata assolta con la formula "perché il fatto non sussiste". Navone era finita ai domiciliari nell’aprile 2018, nell’ambito dell’inchiesta con al centro una ipotizzata corruzione relativa all’acquisto da parte di due ospedali di presidi sanitari ortopedici sponsorizzati da medici. In primo grado la ex dirigente (fu licenziata dall’ospedale) era stata condannata a 2 anni e 8 mesi, con l’attenuante della "tenuità del fatto". Verdetto ribaltato in appello. Non è stata "dimostrata la sussistenza" di alcun "accordo corruttivo", hanno motivato i giudici, che l’imprenditore nel settore sanitario Tommaso Brenicci "avrebbe stretto" con Paola Navone che "dal gennaio 2016 aveva assunto l’incarico di direttore sanitario dell’ospedale ortopedico Pini".

A.G.