Lara Comi con Marco  Bonometti
Lara Comi con Marco Bonometti

Milano, 15 maggio 2019 - Indagati per finanziamento illecito ai partiti nella maxi indagine della Dda di Milano che otto giorni fa ha portato a 43 misura cautelari.. Il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, per averlo elargito, la candidata di Forza Italia alle elezioni Europee, Lara Comi, per averlo ricevuto.

Da quanto si è saputo, a Bonometti viene contestato un finanziamento illecito per 31 mila euro, con un meccanismo particolare: la cifra sarebbe stata riconosciuta in cambio di un testo di poche pagine che però risulta scaricabile anche sui siti di tesi di laurea online. La procura contesta una fattura da 31mila euro, appunto, emessa nel gennaio 2019 da Omr holding alla società Premium consulting srl, tra i cui soci figura Lara Comi, anche lei indagata nell'inchiesta. Bonometti avrebbe finanziato due studi per l'espansione in Europa dei mercati. Tra l'altro, da quanto si è appreso, altri due imprenditori, probabilmente sempre sentiti nelle ultime ore, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di finanziamento illecito allo stesso candidato. Finanziamento che sarebbe avvenuto con un meccanismo simile.

Per ore ieri, dal pomeriggio fino a sera, l'industriale bresciano Bonometti, vicino per gli inquirenti ad ambienti di Forza Italia, è stato sentito come persona informata sui fatti e poi, dopo una serie di valutazioni, i pm gli hanno contestato l'accusa di finanziamento illecito. Per tutta la giornata, tra l'altro, nella maxi inchiesta condotta da Gdf e Carabinieri e coordinata dall'aggiunto Alessandra Dolci e dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri, sono stati ascoltati testimoni e indagati tra cui anche un'avvocatessa ligure citata da Giuseppe Zingale, dg dell'ente Afol Metropolitana, come colei che, tramite l'eurodeputata forzista Lara Comi (non risulta indagata), ha ricevuto consulenze dall'ente per un progetto, come ha spiegato lo stesso dirigente interrogato dal gip Raffaella Mascarino, che si proponeva di lanciare l'Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro in Europa.

Durante l'interrogatorio, Bonometti ha subito negato che la fattura da 31mila fosse un finanziamento al partito. Con lui non c'era il suo legale di fiducia, l'avvocato bresciano Luigi Frattini, ma un amministratore della Omr holding. Bonometti avrebbe spiegato di aver sostenuto economicamente diverse campagne elettorali senza farne mistero. Oggi, parlando alla sede di Unioncamere Lombardia a Milano, dove era in corso la presentazione dell''andamento economico di industria e artigianato lombardo nel primo trimestre 2019, Bonometti ha ribadito: "Non ho mai fatto finanziamenti illeciti ai partiti. Ieri sono stato invitato a partecipare come testimone e ho risposto a tutte le domande" 

Secondo l'avvocato Gian Piero Biancolella, legale di Lara Comi, la presunta consulenza fittizia contestata alla società 'Premium Consulting', di cui la politica forzista è socia ed amministratrice, costituirebbe invece "una prestazione resa dalla società, nell'ambito dell'oggetto sociale della stessa e nell'ambito delle specifiche competenze". "Quale legale dell'onorevole Comi - ha affermato Biancolella - posso con decisione contestare che sussista l'illecito ipotizzato". "Non vi era nessun motivo - ha concluso l'avvocato - per simulare un contributo elettorale con una prestazione di servizi". 

Di poche parole il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, che si è limitato a commentare: "Umanamente sono dispiaciuto perché Bonometti è una persona che stimo" ma "non ho nulla dire". Sulla vicenda è interevnuta anche  il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan: "Mi auguro che possa dimostrare tutta la sua estraneità". E ha aggiunto: "Il tema della corruzione in questo paese è sempre molto presente. Anzi, addirittura l'Europa ci chiede di incidere in modo molto forte contro la corruzione perché la media europea viene purtroppo alzata dal dato italiano. Quindi io credo che contro l'evasione fiscale e la corruzione vada fatta un'azione molto seria". "Da una parte questo rigurgito di episodi corruttivi ci preoccupano moltissimo - ha proseguito - ma la Cisl non è abituata a sparare sentenze prima del tempo, le sentenze si fanno in tribunale. Noi con pazienza e con fiducia attendiamo la fine delle inchieste e i giudizi dei magistrati".