Strage di Piazza Fontana. Sala cita il loggionista: viva l’Italia antifascista. Nel mirino c’è il Governo

Sala attacca Meloni. Cofferati: nessuna paura delle reazioni dei criminali

Strage di Piazza Fontana. Sala cita il loggionista: viva l’Italia antifascista. Nel mirino c’è il Governo

Strage di Piazza Fontana. Sala cita il loggionista: viva l’Italia antifascista. Nel mirino c’è il Governo

Lo striscione più grande del corteo recita “Milano antifascista non dimentica“. E il sindaco Giuseppe Sala conclude il suo discorso dal palco in Piazza Fontana con “Viva l’Italia antifascista". Sì, le stesse parole per cui il loggionista Marco Vizzardelli, alla Prima della Scala dello scorso 7 dicembre, è stato identificato dalla Digos. Il 54° anniversario della strage del 12 dicembre 1969 – 17 morti e 88 feriti, matrice neofascista, ha sentenziato al Corte di Cassazione – assume un significato politico e registra un convitato di pietra: il Governo di centrodestra.

Nessun rappresentante dell’esecutivo è in Piazza Fontana. E Sala, prima della deposizione delle corone, affonda il colpo contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "La premier dovrebbe fare qualche altro passo verso l’antifascismo? Credo ci siano grandi spazi. In fondo sono sempre mezze dichiarazioni quelle che sentiamo. È invece auspicabile una dichiarazione di presa di distanza. Non solo per la memoria storica del Paese, che è la cosa più importante, ma perché quando ci guardiamo in giro, anche nella nostra cara vecchia Europa, non possiamo dire che non ci siano segnali di fascismo montante. Non dobbiamo drammatizzare ma dobbiamo esserne consapevoli. Per questo non bisogna mai finire di ricordare il dramma che è stato il fascismo e il nazismo per il nostro Continente".

Ad aprire il corteo c’è lo striscione dedicato ai familiari delle vittime della strage. In piazza Fontana sventolano le bandiere della Cgil, dell’Anpi, delle Acli, dei Verdi, di Cisl e Uil. Sul palco l’ospite quest’anno è l’ex segretario delle Cgil Sergio Cofferati, che sottolinea: "La democrazia è fondamentale, il tentativo di ridimensionarla, di reintrodurre pratiche violente di carattere fascista, o addirittura nazista, va combattuto con grandissima decisione, non dobbiamo avere timore, paura, delle reazioni che in ogni caso i criminali che sono in campo cercheranno di produrre". Sul palco parla anche la studentessa universitaria Martina Davalli – che conclude il suo discorso, come il sindaco, con "Viva l’Italia antifascista" –, il segretario milanese delle Cgil Luca Stanzione, il presidente del Comitato permanente antifascista Roberto Cenati ("dobbiamo mantenere vigile l’attenzione dei cittadini contro i pericoli che la nostra democrazia può ancora correre") e l’attore Renato Sarti.

L’ultimo intervento è del presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Federico Sinicato: "La strage di Piazza Fontana è una ferita aperta per Milano da 54 anni. Per questo è importante scendere in piazza e fare memoria".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro