Nuovo San Siro, un altro rinvio. Stavolta però non è il Comune a prendere tempo, ma sono stati Milan e Inter a chiedere all’Amministrazione più giorni per consegnare la richiesta documentazione aggiuntiva sugli assetti proprietari dei due club e non solo. Risultato: la scadenza fissata il 5 maggio slitta di altri 45 giorni. Un altro mese e mezzo. I due club, quindi, avranno tempo fino al 20 giugno per depositare i documenti necessari per far proseguire la trattativa sul progetto che prevede la realizzazione di un nuovo stadio nel parcheggio di San Siro e di un distretto sportivo e commerciale intorno al Meazza, che verrebbe parzialmente demolito.

La notizia del rinvio è contenuta in una nota di Palazzo Marino: "Il Comune ha deciso di accogliere favorevolmente l’istanza pervenuta da Milan e Inter e concede la proroga del termine per la consegna della documentazione integrativa chiesta alle società calcistiche. Il termine, inizialmente fissato al 5 maggio, viene rinviato per consentire alle società di reperire le attestazioni necessarie e completare gli atti e le autocertificazioni già forniti nei mesi scorsi". Appuntamento al 20 giugno. Uno slittamento che rischia di rinviare a dopo le elezioni comunali in programma in autunno il parere della Giunta sull’interesse pubblico o meno del progetto rossonerazzurro. In ogni caso, la nota del Comune si conclude con una frase che lascia le porte aperte: "In uno spirito di reciproca collaborazione, prosegue l’iter di approfondimento e valutazione dei requisiti dei soggetti proponenti il progetto del nuovo stadio da parte degli uffici comunali". La documentazione aggiuntiva – fanno sapere dal Comune – riguarda i cosiddetti requisiti generali che sono di diversa natura (comprendono, ad esempio, anche le certificazioni antimafia previste dalla legge). Trattandosi di società straniere, gli atti devono essere tradotti in forma giurata e certificata e questo richiede più tempo

Il presidente dell’Inter Steven Zhang, intanto, è arrivato in Italia. Incontro in vista con il sindaco Sala per fare pace dopo la polemica di metà marzo? Il sindaco, a margine della cerimonia per Sergio Ramelli, ribadisce la sua posizi one: "L’ho detto più volte che Inter e Milan sanno dove sto di casa, cioè a Palazzo Marino. Al di là di qualche tensione, il dialogo è sempre necessario. Quindi sono a disposizione delle squadre per tutti i dubbi che ci possono essere e per confermare il nostro percorso". Quanto alla società pubblico-privata – proposta dal consigliere di Alleanza civica Franco D’Alfonso – per continuare la trattativa tra Comune e club, Sala è cauto: "È da vedere ma vorrei lasciare prima al Consiglio comunale di confrontarsi su questa materia".