SIMONA BALLATORE
Cronaca

Sport e hi-tech: il futuro dei gasometri disegnato dal Politecnico

Con la "Goccia" cresce il campus alla Bovisa e si fa spazio il verde

Il rendering del gasometro

Il rendering del gasometro

Milano, 12 febbraio 2021 - Con un investimento da 100 milioni di euro il Politecnico cresce alla Bovisa e dà la prima impronta al futuro della “Goccia“. L’ex area industriale, che ospitava L’Union des Gaz, cambia vocazione iniziando dalla prima area che sarà trasformata, quella di pertinenza del Politecnico. Il Lotto 1A è parte integrante del piano “Bovisa 2030“ del Comune di Milano che prevede un ampliamento delle aree a verde, portate dal 10% del precedente piano al 65%, con la creazione del Parco dei Gasometri e del Parco della Goccia e la realizzazione di un “corridoio“ che congiungerà la Bovisa a Mind. La convenzione quadro per lo sviluppo dell’area tra il Comune di Milano e il Politecnico è stata presentata ieri dall’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran, dal sindaco Giuseppe Sala e dal rettore Ferruccio Resta. Diminuiscono le volumetrie previste dal Pgt, con una permuta sono state riconfigurate le aree di proprietà in modo più funzionale. Circa 13mila metri quadri di aree di proprietà del Comune di Milano, ovvero quelle relative ai due gasometri e agli altri edifici storici da mantenere, saranno concessi in diritto di superficie al Politecnico di Milano per 60 anni, mentre 25mila metri quadri saranno ceduti all’ateneo per 30 anni per la realizzazione del Parco dei Gasometri.

Primo obiettivo: consegnare entro la fine dell’anno l’area già bonificata da 40mila metri quadri - che in parte sarà attrezzata – e avviare la progettazione nei due gasometri-simbolo; dall’apertura dei cantieri si calcolano circa 24mesi di lavori. I due gasometri-icona avranno due anime diverse: il più basso e con la circonferenza più ampia sarà dedicato allo sport e al benessere, il più alto all’innovazione. "Nel gasometro più a Nord – entra nei dettagli il rettore – abbiamo quattro livelli, per una superficie di diecimila metri quadri. Al piano interrato ci sarà una piscina 25x16 più vasche ludiche, il secondo livello sarà multisport con campetti e tribune; paddle nel terzo con area fitness. La terrazza sarà a verde, con un campo outdoor, si potrà giocare a pallacanestro in cima". Il secondo gasometro conta otto-nove livelli: "Alla base ci sarà il laboratorio di microelettronica e sensoristica, su tre livelli le start-up del Politecnico, traslocheranno qui le 120 già incubate ma l’obiettivo è arrivare a contarne 200 – precisa Resta –. Nell’ultimo livello saranno ospitate le imprese per creare un ecosistema dell’innovazione con chi vuole far sviluppo insieme al Politecnico". Che nell’area della goccia vedrà nascere anche il “Deng”, il dipartimento di Energia, nell’area di 4mila metri quadri di sua proprietà per la quale l’ateneo ha avviato la procedura per il conseguimento dell’intesa Stato-Regione. L’ampliamento del Campus sarà affiancato, per un massimo di 112mila metri quadrati, da residenze universitarie, destinazioni terziario-direzionale, produttive, ricettive, e commercio fino alla media struttura di vendita. "Nuovi parchi, residenze per studenti, ricerca e innovazione: l’accordo con il Politecnico ci permetterà di operare nell’area Bovisa-Goccia una importante riqualificazione", ha sottolineato il sindaco Sala. Si cerca di ricucire il territorio: "Bovisa è il nodo di un asse fondamentale che da Porta Nuova, attraverso lo Scalo Farini, si ricongiunge a Nord con l’area Mind e Cascina Merlata". Si procederà anche con la bonifica "sperimentale" del lotto successivo, meno invasiva.

Il piano non convince ancora il Comitato la Goccia: "Nelle dichiarazioni di intenti si può essere concordi ma rimangono punti di domanda. La bonifica del Lotto 1A (4 ettari) è stata invasiva e distruttiva". "Bisogna partire da uno studio della genetica del bosco, quindi da un nuovo censimento delle alberature presenti e da nuovi carotaggi del suolo e dei tronchi, passando da una “musealizzazione” di alcune opere compiute dalla natura e una graduale apertura di quell’area alla fruizione pubblica attraverso sentieri in sicurezza", chiede Gianluca Rapaccini. "Il Pgt ha modificato le norme per l’area Bovisa da un lato formalmente riducendo i volumi edilizi, dall’altro le norme del Piano di Governo del Territorio non calcolano più un sacco di funzioni come volumi edilizi. Per questo nella realtà non si sa cosa succederà. La Giunta ha fatto degli sconti in termini di volumetrie che non esistono in nessuna città oltre Milano", aggiunge l’urbanista Giuseppe Boatti per il Comitato la Goccia. "Non facciamo disegnini in area, affrontiamo la transizione ambientale con concretezza – chiude il sindaco –. Questo progetto è una sintesi delle nostre politiche: abbiamo avviato a Milano un percorso di cambiamento".

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