Palazzo abbandonato in via Uccelli di Neme
Palazzo abbandonato in via Uccelli di Neme

Milano, 2 agosto 2020 - Le facciate sono annerite dal fumo di vecchi incendi. Molti vetri sono frantumati. In certe finestre, neppure esistono. Solo griglie di ferro che avrebbero dovuto bloccare le intrusioni così come le recinzioni sistemate sulla strada. "Ma non servono a nulla. Anzi, lì dentro bivaccano almeno 25 persone. Dalle finestre, assistiamo a scambi di droga tra pusher e clienti pure in pieno giorno". È il circolo vizioso dello spaccio che dal Boschetto di Rogoredo "ripulito" si è incanalato in tanti piccoli rivoli alla periferia sud est della città. Uno di questi è in via Ucelli di Nemi a Ponte Lambro, a ridosso del civico 21 e del complesso di fronte, nelle porzioni di palazzine popolari che sono al centro del progetto di "rammendo" firmato 20 anni fa dall’archistar Renzo Piano ma che si è arenato. Tutto fermo dal 2015, dopo il fallimento dell’ultima impresa che avrebbe dovuto portare a compimento l’opera. E ora gli abitanti vivono fianco a fianco con spacciatori e tossici, che sono oltre le pareti delle loro case.

"Vediamo persone avvicinarsi alle finestre al piano terra. Basta chiamare e il pusher arriva con la dose", segnalano. "Non siamo in pace. Notiamo un incremento dello spaccio da quando Rogoredo si è svuotata". Altro che progetto di rinascita: gli spazi sono stati saccheggiati e riempiti di immondizia. Nelle stanze spuntano giacigli di fortuna, materassi lerci, stracci, bottiglie di birra svuotate e resti di falò. Scavati tunnel per passare con facilità da una stanza all’altra, mentre una scia di rifiuti invade la passerella.

«A volte, quando qualcuno accende il fuoco, il fumo arriva nelle nostre case". Venerdì è stato un pomeriggio animato: "Poco dopo le 14 - raccontano - abbiamo visto uno degli occupanti lanciarsi da una finestra e atterrare sul ponte. Poi è sceso in strada, ferito, con un coltello in mano". Al mattino, già i carabinieri avevano effettuato un controllo nella zona. I cittadini chiedono aiuto, quasi tutti nell’anonimato per paura di ritorsioni. "Un peccato che il nostro quartiere non abbia l’attenzione che merita", dice Marco Manca, farmacista. Oscar Strano, presidente del Consiglio di Municipio 4, ha incontrato venerdì gli abitanti. "Occorre monitorare queste aree", spiega.