ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Silvia Polleri: da Nonna Galeotta al successo del ristorante InGalera a Milano

Silvia Polleri, fondatrice del ristorante InGalera nel carcere di Bollate, racconta il suo impegno sociale e il legame con Milano.

Silvia Polleri, fondatrice del ristorante InGalera nel carcere di Bollate, racconta il suo impegno sociale e il legame con Milano.

Silvia Polleri, fondatrice del ristorante InGalera nel carcere di Bollate, racconta il suo impegno sociale e il legame con Milano.

Genovese all’anagrafe, milanese d’adozione, Silvia Polleri, 74 anni, alias Nonna Galeotta, ha fondato nel 2004 la cooperativa sociale di catering "Abc - La sapienza in tavola" per dare lavoro ai detenuti della casa di reclusione di Bollate. Nel 2015 ha aperto il ristorante "InGalera", il primo al mondo all’interno di un carcere.

Polleri confessa: "Quando torno a Genova mi emoziono ancora, ma è una città diffidente, non potrei mai vivere lì. A Milano invece ho conosciuto e vissuto il senso dell’accoglienza". Per il suo impegno sociale, nel 2015, è stata insignita dell’Ambrogino d’Oro.

Il rapporto con Milano"Ho un rapporto molto stretto con Milano, è una città che conosco molto bene, ho fatto tante cose, conosciuto tante persone. Io sono arrivata a Milano nel 1956, avevo solo sei anni, mio papà aveva cambiato lavoro e ci siamo trasferiti qui. Abitavamo tra via Vespri Siciliani e largo Scalabrini. Di quei primi anni in città custodisco dei ricordi molto belli, per esempio c’era ancora la transumanza delle pecore, la scuola elementare pubblica che frequentavo era l’unica ad avere una piscina e lo dissero anche al Gazzettino Padano, io ero molto orgogliosa. Insomma era una Milano molto diversa da quella di oggi, ma che ho amato subito, perché è stata ed è ancora oggi la città delle grandi opportunità".

L'impegno sociale"Sicuramente è stato fondamentale l’esempio di mia mamma, che era casalinga e faceva la volontaria nella casa degli sfrattati del quartiere Giambellino. Io quando avevo solo 10 anni andavo con lei a portare aiuti alimentari che prendeva dalle scorte di casa nostra. Mia mamma era una donna di grande generosità e il suo sguardo verso le persone che avevano bisogno è stato per me anche uno dei modi di guardare la città".

Esperienze a Milano"Quando avevo 12 anni mi sono iscritta agli scout e con loro ho fatto tante esperienze di volontariato nei quartieri, negli oratori. Gli scout sono stati importanti perché mi hanno insegnato il rigore, il senso dell’essenzialità e la capacità di affrontare le situazioni difficili. Lo dico per ultimo, ma non perché sia meno importante, è stato proprio durante una missione con gli scout in Liguria che ho conosciuto mio marito Benedetto, anche lui era uno scout. E infine c’è stato l’impegno nella Ong Cuamm Medici con l’Africa e la nostra missione in Uganda dal 1977 al 1979".

Una donna visionaria"Devo dire che la ristorazione è sempre stata una delle mie passioni: dal 1992 al 2002 ho portato avanti la mia attività privata di catering. Per anni sono stata al servizio della Milano bene. Poi nel 2004 ho accettato la proposta della direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano di aprire un catering con i detenuti, per insegnare loro un mestiere e portarli fuori a lavorare. Ho accettato quella sfida, e non è stato facile all’inizio, ma quante soddisfazioni, quanti incontri e quante cose belle sono successe in questi vent’anni..."

Il successo di InGalera"Ancora una volta ha dimostrato di essere una città curiosa e accogliente. C’è stata una risposta straordinaria sia da parte dei singoli che delle istituzioni e delle realtà private. Ad oggi siamo arrivati a centomila clienti che sono venuti InGalera, e posso dire con certezza che il 90% di quelle persone non sapeva neppure dove fosse il carcere. Quindi sono davvero molto contenta perché il ristorante è un ponte tra quello che c’è dentro e quello che c’è fuori, è un modo per abbattere stereotipi e pregiudizi. Anche negli anni del Covid quando, come molte realtà della ristorazione, abbiamo rischiato di chiudere, i milanesi mi hanno supportata".