Cologno Monzese, crisi Siae: dove sono finiti gli 11 milioni del Pnnr?

I sindacati annunciano un mese di mobilitazione. “Serve un piano industriale per salvaguardare l'occupazione”

La manifestazione dei dipendenti Siae a Cologno Monzese

La manifestazione dei dipendenti Siae a Cologno Monzese

Cologno Monzese, 23 novembre 2023 – Sono arrivati i vertici di Fiome Cgil oggi, giovedì 23 novembre, fuori dai cancelli di via Buonarroti, dove ogni martedì e giovedì i lavoratori di Siae Microelettronica e SM Optics si ritrovano in presidio.

“Siamo ancora in attesa che l’azienda presenti il piano industriale di rilancio: quando si prendono impegni, si rispettano. Altrimenti, a dicembre saremo pronti a mobilitarci. Siamo pronti a investire tutti i livelli istituzionali, aprendo interlocuzione anche col ministero”, ha attaccato Giorgio Pontarollo della segreteria milanese della Fiom, che ha anche elencato le rivendicazioni degli addetti del polo di telecomunicazioni.

“Vogliamo essere protagonisti del nostro futuro e per questo la declinazione dei fondi pubblici deve essere trasparente: le risorse devono essere impiegate per la tenuta occupazionale. Da questo presidio rivendichiamo politiche industriali e di filiera con un’analisi complessiva del sistema economico nazionale. Siae è impegnata nella transizione al 5G: non può essere realizzata senza i lavoratori”.

I dipendenti, quasi 800 con la controllata SM Optics, sono stanchi. Da quasi un anno hanno dovuto barcamenarsi tra solidarietà, cassa integrazione, stipendi in ritardo anche di 12 giorni. “Abbiamo lavorato anche durante il Covid, durante il lockdown senza fermarci un giorno. Abbiamo lavorato, per far guadagnare l’azienda, anche su tre turni diversi. Se da 70 anni Siae vive e guadagna è grazie alle nostre competenze e al nostro impegno”, ha sottolineato Mauro Piersante, dipendente e delegato sindacale da 20 anni.

“Siamo davanti a una professionalità tale che porta ricchezza alle aziende – ha continuato anche Elena Dorin, segretaria generale della Fiom Milano -. Non si può solo parlare di numeri durante gli stati di crisi. Quando portiamo via professionalità in questo Paese, portiamo via valore al sistema Italia. Non si può scaricare la responsabilità sempre all’esterno, come alle situazioni geopolitiche o al Covid. Qui la responsabilità sta in capo a una mala gestione di questi anni, alla mancanza di investimenti. Siamo stanchi di dover fare sconti. Rivendichiamo il diritto al lavoro, al salario e alla dignità che stanno intaccando”.

Luca Stanzione, segretario generale della Cgil Milano, ha richiamato alla necessità di un intervento politico e istituzionale anche da parte del Governo. “Queste due aziende insieme hanno preso 11 milioni di euro di finanziamento pubblico, di cui gran parte arrivato grazie al Pnrr. Sono risorse che paghiamo noi con le nostre tasse e con la tassazione in busta paga. Richiamiamo le istituzioni a ragionare con i lavoratori sul futuro di questa azienda. Un’azienda ritenuta strategica nel mondo per le produzioni che fa e che ha ricevuto soldi pubblici proprio perché non si vuole che vengano fatte in Oriente. Ma se si continuerà questo processo di esternalizzazione, chi sarà più in grado di garantire quella sicurezza nel processo produttivo?”.

Già oggi uno dei principali fornitori cinesi di Siae viene indicato come il colosso che entrerà nella società, ricapitalizzandola e portando in modo sempre più consistente il prodotto made in Cologno Monzese in Oriente.

All’assemblea sindacale di oggi, che si è svolta nel posteggio di Siae, erano presenti anche il sindaco Stefano Zanelli, l’assessore alle Attività produttive Andrea Arosio e i consiglieri regionali Onorio Rosati e Simone Negri che hanno richiamato Regione Lombardia a fare la sua parte già a partire dall’analisi del piano industriale, “che deve essere serio e che deve essere accompagnato da risorse e strutture regionali per far sì che non sia soltanto un programma sulla carta”.

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