LAURA LANA
Cronaca

Sesto San Giovanni, protesta in via Marx: spaccio, furti e ascensori a singhiozzo

Esasperati gli abitanti dei 168 appartamenti nel caseggiato al 606 "La sera non osiamo uscire. E ci vergogniamo a invitare amici e parenti"

Antonio Gisonno e la moglie Rosa Falanga mostrano come si vive in via Marx
Antonio Gisonno e la moglie Rosa Falanga mostrano come si vive in via Marx

Sesto San Giovanni (Milano) -  «Ma l’ascensore non funziona?". "Lo hanno appena riparato". "Allora non va più". Dialogo di ordinaria quotidianità in via Marx 606, l’enorme stabile comunale di 168 appartamenti su 13 piani. Venerdì scorso decine di inquilini sono rimasti in cortile fino alle 20,30. "Un ascensore si è rotto e il tecnico è potuto arrivare solo in serata. Ci sono tanti anziani, disabili, gente in carrozzina che non possono fare le scale – racconta Francesco Lamonica –. Il problema va avanti da anni. Ci era stato assicurato che sarebbero stati cambiati con la riqualificazione del 2014, ma così non è stato".

Alla scala C un ascensore è fermo da 6 mesi. Gli altri vanno a singhiozzo. Rosa Falanga e il marito Antonio Gisonno sono arrivati 3 anni fa. "Ma abbiamo fatto domanda di cambio alloggio. Mio marito è invalido al 100% e stiamo all’undicesimo piano: non possiamo rischiare di restare bloccati in casa o al piano terra".

Ma non ci sono solo gli ascensori a rendere difficile la vita al Marx 606. "I cancelli sono rotti ed entra chiunque – raccontano altri residenti –. Significa che i balconi degli appartamenti vuoti al piano terra sono stati trasformati in giacigli. Che vengono da noi per spacciare, nascondere droga e armi: è già successo che siano state ritrovate. E nelle cantine dormono anche". Tante porte di lamiera sono state divelte o deformate. All’interno c’è di tutto: rifiuti, kit per la notte, mobili.

Alcuni hanno appeso cartelli: "Non c’è più niente da rubare". Altri si sono blindati. C’è chi ha "addobbato" la sua cantina con ben 5 lucchetti di grandi dimensioni. I coniugi Gisonno hanno addirittura fissato una sbarra di ferro per tutta la lunghezza della porta. "Non perché abbiamo chissà cosa, lì dentro c’è la carrozzina. Non si può vivere così, con la paura di incontrare delinquenti o di essere derubati".

La sera il palazzo è ostaggio anche delle gang. "Abbiamo paura a uscire, ci chiudiamo in casa. E abbiamo vergogna a invitare amici e parenti – confessa una signora –. Io abito qui dall’83, non era così prima. Siamo stati abbandonati da tutti. Il Comune neanche risponde alle segnalazioni".

Già a giugno 2020 era stata presentata all’amministrazione una raccolta di firme per chiedere controlli e interventi su manutenzioni e degrado che si estende anche nel posteggio. E nell’agosto dello stesso anno c’era stato un esposto ad Ats per carenze igieniche.

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