Sesta vittima in strada. Perde il controllo e scivola in moto. Così muore a 20 anni

Francesco Squarcia ha sbattuto contro un cordolo in zona San Siro. In serata altro incidente in via Corelli: gravissimo un diciottenne. Da gennaio hanno perso la vita pedoni, ciclisti e automobilisti.

Sesta vittima in strada. Perde il controllo e scivola in moto. Così muore a 20 anni

Sesta vittima in strada. Perde il controllo e scivola in moto. Così muore a 20 anni

di Nicola Palma

e Marianna Vazzana

MILANO

Due incidenti in moto nell’arco di 16 ore. Il primo è stato fatale per Francesco Squarcia, che è morto a 20 anni. Mentre un altro giovane, di 18 anni, ora lotta tra la vita e la morte al San Raffaele. E sono sei gli schianti in strada con esito letale dall’inizio dell’anno. Francesco Squarcia ha perso il controllo della sua Honda Sh, che guidava con il foglio rosa, ieri notte in via dei Rospigliosi, a due passi dallo stadio San Siro: i sanitari di Areu lo hanno soccorso poco dopo le 2.30 trasportandolo con urgenza all’ospedale San Carlo ma il ragazzo è morto dopo meno di un’ora di agonia. Stando alle prime informazioni, la Honda del ventenne ha urtato con la ruota anteriore il cordolo dell’isola spartitraffico della sede tranviaria mentre stava percorrendo via dei Rospigliosi in direzione piazza Esquilino; il veicolo si è sbilanciato e Squarcia ha battuto la testa contro la balaustra vicino al passaggio pedonale, perdendo il casco. La moto ha terminato la sua corsa impazzita dopo un centinaio di metri. In base ai primi rilievi degli agenti del Radiomobile della polizia locale, il giovane avrebbe fatto tutto da solo, senza il coinvolgimento di altri veicoli. Il pm Luigi Luzi, avvisato del decesso dai ghisa, ha disposto l’autopsia e il sequestro di moto e casco per gli accertamenti investigativi del caso.

Alle 18.40 la scena si sposta in via Corelli, all’estrema periferia est della città dove un motociclista di 18 anni è finito contro un’auto ed è caduto sull’asfalto, dove un altro veicolo lo ha investito. Ieri in serata le sue condizioni erano gravissime. L’incidente è avvenuto vicino all’incrocio tra via Corelli e la via privata Taverna. Stando a quanto riscontrato finora dalla polizia locale, la moto stava percorrendo via Corelli in direzione centro dietro a un’auto. Vicino a un attraversamento pedonale la macchina ha frenato per far attraversare una persona e la moto le è finita contro, urtando nella parte posteriore sinistra. Il centauro è stato sbalzato a terra finendo nella corsia di marcia opposta, dove è stato falciato da un’altra auto di passaggio. Gravissime le ferite riportate dal ragazzo. Sul posto è arrivato l’elicottero dei soccorsi e il 18enne è stato trasportato all’ospedale San Raffaele in codice rosso.

Sale a sei il bilancio degli incidenti mortali in strada, a Milano città, dall’inizio dell’anno. Lo scorso 18 aprile Giovanna Maria Bocca, milanese di 77 anni che era al volante della sua Fiat Panda era finita contro un’altra auto svoltando da via Grosio in viale De Gasperi, zona Gallaratese. In base alle prime informazioni raccolte, la donna non avrebbe dato la precedenza alla Mercedes proveniente da piazzale Kennedy. Portata all’ospedale al San Carlo in condizioni disperate, è morta poco dopo per le gravissime lesioni. Prima ancora, lo scorso 5 aprile, Gian Carlo Pettenati, di 82 anni, era stato investito da un motociclista in via Aldo Moro, a due passi dal cimitero di Bruzzano, mentre attraversava lo stradone a piedi in un punto lontano dalle strisce pedonali. Il motociclista se l’era ritrovato davanti all’ultimo e non era riuscito a evitare l’impatto, devastante. L’anziano, sbalzato ad alcune decine di metri di distanza, aveva sbattuto la testa sull’asfalto, morendo poco dopo all’ospedale Niguarda. Ancora: nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, il ciclista trentasettenne Ivano Calzighetti, titolare di un bar a Buccinasco, era stato investito e ucciso tra viale Umbria e via Pistrucci da una Peugeot 208. Un mese dopo, il 13 febbraio, un ottantaduenne con problemi di deambulazione era stato travolto da un Suv mentre stava percorrendo via Bagarotti, zona Baggio, su un triciclo a trazione elettrica ed è morto dopo cinque giorni di agonia. Altra vittima il quarantottenne Alessandro Brunello, maestro di pesistica e coach in una palestra in zona Cenisio, che il 7 marzo era stato falciato da un furgone tra via Gioia e viale della Liberazione. Deceduto poco dopo al Niguarda.

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