Un bud della linea 90 a ilano (Newpress)
Un bud della linea 90 a ilano (Newpress)

Milano, 6 settembre 2019 - Una furia incontrollabile. Calci e pugni contro ghisa e vigilantes di Atm. Il tentativo, ripetuto, di sfilare la pistola dalla fondina di un agente. La violenta colluttazione, con sei feriti tra vigili e addetti alla sorveglianza dell’azienda trasporti. Si è chiuso negli uffici di via Custodi il pomeriggio di follia di A.K., ventitreenne senegalese, denunciato per resistenza e lesioni. La storia inizia poco dopo le 14.30 di martedì dalle parti di piazzale Maciachini, durante un normale controllo biglietti a bordo di un mezzo del filobus 90-91. A eseguire le verifiche sui tagliandi di viaggio ci sono anche gli uomini della security Atm e gli agenti della polizia locale. A un certo punto, uno dei passeggeri, evidentemente sprovvisto di ticket, spintona i controllori e riesce a scendere dal pullman. A.K. si dirige di corsa verso via Crespi, braccato da ghisa e vigilantes. Dopo qualche centinaio di metri, gli inseguitori riescono a raggiungere e a bloccare il giovane, che però non vuole proprio saperne di arrendersi e cerca con insistenza di rubare l’arma di ordinanza a un agente, appendendosi con forza al suo cinturone.

Per fortuna, il tentativo fallisce, anche grazie all’intervento dei colleghi del ghisa aggredito. Non è finita: il ventitreenne continua a scalciare con violenza, tanto che serviranno sia le manette che le fascette di contenimento alle gambe per immobilizzarlo definitivamente. Portato in via Custodi, i controlli in banca dati fanno emergere che A.K. è incensurato e ha il permesso di soggiorno scaduto; il giovane viene così denunciato per resistenza e lesioni e rimesso in libertà. In ospedale finiscono quattro agenti e due vigilantes, dimessi con prognosi tra i 7 e gli 8 giorni per le ferite riportate. «Com’è possibile che un personaggio del genere, che ha picchiato sei persone solo perché gli hanno chiesto il biglietto, non sia stato arrestato?», si chiede il segretario del Sulpm Daniele Vincini. Che poi incalza il Comune: «Stiamo ancora aspettando gli spray al peperoncino».