Scappano dopo il colpo e cadono. Ladri con gamba e calcagno rotti

I due cileni hanno fatto un salto di tre metri nei box condominiali per sfuggire ai militari del Radiomobile. Entrambi sono finiti in ospedale per fratture. Uno di loro era ricercato a Monaco di Baviera per altri furti .

Il tentato furto in abitazione. L’intervento dei carabinieri. E la caduta da un’altezza di tre metri durante la fuga. Due ladri di appartamento, entrambi di origine cilena con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, si sono fratturati rispettivamente una gamba e un calcagno mercoledì sera in via Macchi, a due passi dalla Stazione Centrale; dopo essere stati soccorsi e trasportati in ospedale, sono stati arrestati dai militari del Nucleo Radiomobile. Poco prima delle 21, secondo la ricostruzione degli investigatori dell’Arma, un residente dello stabile al civico 61 di via Macchi ha chiamato il 112 per segnalare un furto in corso in un appartamento del primo piano dello stesso edificio. All’arrivo dei militari del pronto intervento, guidati dal tenente colonnello Carmine Elefante, i due ladri, che avevano già rubato un giubbotto griffato e monili d’oro dopo aver forzato la porta dell’abitazione, hanno tentato di scappare in direzione di via Soperga, scavalcando la recinzione esterna. I carabinieri hanno subito cinturato l’isolato, bloccando il traffico e chiudendo tutte le possibili vie di fuga. A quel punto, i due hanno tentato di fuggire saltando su alcuni box condominiali, ma l’atterraggio dopo un volo di tre metri è stato piuttosto traumatico: entrambi sono rimasti a terra con forti dolori alle gambe.

I due cileni di 24 e 26 anni, rispettivamente Esteban Carvajal e Alejandro Hidalgo, sono stati trasportati in ospedale per i traumi riportati nella rovinosa caduta: il primo è stato accompagnato al pronto soccorso del Fatebenefratelli con una frattura alla gamba destra, mentre il secondo è finito al Gaetano Pini con una frattura al calcagno destro. Dopo essere stato dimesso, il più giovane dei due è stato portato in camera in sicurezza, in vista del giudizio per direttissima andato in scena ieri mattina e del successivo trasferimento in carcere a San Vittore.

Sì, perché sulla sua testa pendeva anche un mandato di arresto europeo emesso nei mesi scorsi dal Tribunale di Monaco di Baviera per reati contro il patrimonio comessi in Germania. Hildago, invece, è rimasto in ospedale, piantonato dai militari. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario, che l’ha riconosciuta come propria. Sotto sequestro gli arnesi "del mestiere" utilizzati per forzare la porta dell’appartamento ed entrare.

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