Pippo Fiorito, delegato della Confederazione unitaria di base
Pippo Fiorito, delegato della Confederazione unitaria di base

Milano, 4 marzo 2015 - Prima hanno incrociato le braccia, o sarebbe meglio dire le ramazze, venerdì scorso. Poi hanno scioperato ancora lunedì per 24 ore sull’intero turno. Nel frattempo, l’azienda ha versato gli agognati stipendi. Con parecchi giorni di ritardo, a detta dei diretti interessati, rispetto alla scadenza (prevista dall’accordo sindacale) del 20 di ogni mese. Restano, però, in agitazione i 32 dipendenti della Cooper Pul, l’impresa che si è aggiudicata due anni fa la gara per il servizio di pulizie in tutte le sedi della Fondazione Teatro alla Scala. Dagli spazi di via Filodrammatici agli uffici di via Torino, senza dimenticare l’area del museo, i magazzini di via Archimede e i laboratori ex Ansaldo di via Bergognone. Un appalto vinto grazie a un’offerta inferiore del 39,22 per cento rispetto alla base d’asta fissata dalla dirigenza del Piermarini, battendo facilmente la concorrenza dei competitor National Cleanness (17,30 per cento) e New Ghibli srl (17 per cento).

I problemi sono iniziati sin da subito, almeno stando alle segnalazioni della Cub: già nel maggio 2013 i delegati della sigla di base avevano denunciato presunti versamenti in nero per la retribuzione degli straordinari, nonché il pagamento dei salari in contanti «anche per cifre superiori a mille euro». Accuse sempre respinte al mittente dai responsabili della Cooper Pul, oggetto di un esposto del sindacato alla Questura e di una denuncia ad Asl e Direzione provinciale del lavoro. Ora ci risiamo. «Si tratta dell’ennesimo ritardo – si legge in un volantino della Confederazione unitaria di base – che crea gravissime difficoltà ai lavoratori con impegni assunti che non riescono a rispettare: mutui che scadono, banche che bloccano i fidi, interessi passivi esorbitanti». Il delegato Pippo Fiorito – che parla pure di «uso spregiudicato e punitivo della mobilità», trasferimenti «ritorsivi» e mancata consegna dell’elenco dei prodotti usati – vuole spiegazioni dai vertici dell’ente lirico-sinfonico: «Non smettiamo di chiederci come sia possibile che una simile azienda possa operare all’interno della Scala, proprio nel cuore di Milano». Anche la Cgil sta monitorando la situazione: «Abbiamo segnalato il caso alla Camera del Lavoro – fa sapere Francesco Lattuada della Slc – perché attivi la Filcams», vale a dire la sigla che si occupa dei lavoratori impiegati nei settori del commercio e dei servizi.

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