San Siro, restyling senza trasloco: il Comune apre al piano Fenyves

Il progetto spinto da Forza Italia: 75mila posti, quarto anello, 300 milioni. "Nuovo foyer per la Scala del calcio"

Il rendering del progetto Fenyves pe San Siro

Il rendering del progetto Fenyves pe San Siro

Milano - Ristrutturare lo stadio di San Siro è possibile, anche senza costringere Milan e Inter a giocare altrove per almeno tre anni. Questo sostiene il progetto di restyling del Meazza nato da una chiacchierata tra il capogruppo di Forza Italia in Comune Alessandro De Chirico e l’architetto Giulio Fenyves e messo nero su bianco, con tanto di rendering, dallo studio Arco Associati-Giulio Fenyves.

Il progetto è stato presentato prima di Natale al sindaco Giuseppe Sala, il quale spera che un piano del genere possa convincere Milan e Inter a restare nella Scala del calcio e ad accantonare i due progetti alternativi sui quali i club stanno lavorando. I rossoneri puntano a realizzare la loro nuova casa a San Donato Milanese, l’Inter a Rozzano. "Non è ancora il progetto che il Comune ha scelto ma è un progetto che considero interessante – spiega Sala –. Milan e Inter si sono sempre opposte all’idea di ristrutturare San Siro perché sarebbero costrette a traslocare altrove per due o tre anni. Se questo progetto prevede di poter continuare a giocare a San Siro, va esaminato con attenzione anche dai club. Il nostro obiettivo è tutelare il Meazza. Milan e Inter è meglio se restano a Milano, stanno sottovalutando i problemi di mobilità e Polizia locale collegati a due stadi nell’hinterland". La palla, adesso, passa a Fenyves.

Architetto, ci parli del progetto.

"Lo presenteremo in commissione, in Comune, il 31 gennaio. È un progetto che il sindaco intende promuovere, presentare alla città e a Milan e Inter affinché i club tornino sui propri passi rispetto all’idea di costruire due nuovi stadi fuori Milano".

Ristrutturazione di che tipo?

"È una riqualificazione intensiva dell’impianto, ma allo stesso tempo del tutto fattibile in termini di costi e tempi, entrambi contenuti, anche guardando ad appuntamenti importanti come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e il centenario dello stadio, che cade proprio nel 2026. Il nuovo San Siro avrebbe una capienza di 75mila posti".

A quanto ammonta la cifra per realizzare il suo progetto?

"A 250 milioni di euro come costi di costruzione più spese tecniche. In totale è un investimento di 300 milioni di euro. Una cifra che comprende la ristrutturazione interna del Meazza e dell’area esterna limitrofa, che riguarda soprattutto il ripensamento del sistema degli accessi alla struttura. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio che circumnaviga lo stadio e che è pensato per ospitare negozi e uffici. Sarà come un nuovo foyer di ingresso della Scala del calcio".

E il restyling interno?

"Un nuovo anello di 5 mila posti per sky box, sky lounge, ristoranti, bar, postazioni vip, in prossimità del campo di gioco, quindi molto funzionale alla visione delle partite. Inoltre saranno rimessi a posto tutti i seggiolini dello stadio e l’impianto luci e sarà realizzato un’ulteriore copertura per il contenimento acustico, soprattutto dei decibel in chiave concerti. Insomma, una rivisitazione completa del Meazza. In più, nella parte esterna dello stadio, ci sarà uno sviluppo ulteriore a livello urbanistico per la riqualificazione dell’intero quartiere di San Siro".

Il suo progetto prevede il trasloco temporaneo di rossoneri e nerazzurri oppure no?

"No. Milan e Inter potrebbero restare a giocare al Meazza durante i lavori, che sarebbero pensati a lotti proprio per evitare la chiusura dello stadio".

I due club, però, stanno lavorando su due progetti alternativi a San Donato e Rozzano. È ancora possibile far cambiare idea alle due società?

"Spero di sì. La nostra, in questa fase, è innanzitutto un’iniziativa civica, stiamo lavorando per il bene di Milano. Abbiamo voluto presentare al sindaco Sala uno studio scientifico che dimostra che ristrutturare San Siro senza chiudere l’impianto è possibile. Non solo. Che San Siro può continuare a essere lo stadio di Milano per i prossimi cento anni, essendo compatibile con tutte le esigenze che i club hanno espresso. L’idea di fare due stadi fuori Milano è perdente".

Il prossimo 14 marzo, però, il Tar dovrà pronunciarsi sul vincolo posto sulla sovrintendenza sul secondo anello del Meazza. In caso di conferma del vincolo, il suo progetto sarebbe realizzabile o no?

"Sì, il progetto potrebbe essere portato avanti comunque. Anche in altri casi, come per la ristrutturazione da me curata del Garage Traversi, abbiamo lavorato a quattro mani con la Sovrintendenza per fare un lavoro conservativo ma innovativo. Lo stesso obiettivo si può raggiungere a San Siro".

L’ultima parola spetta al regista della proposta bipartisan, l’azzurro De Chirico: "Ristrutturare il Meazza disputando le partite è possibile. Alla luce del vincolo sul secondo anello, ho dovuto pensare a un Piano B. Il progetto realizzato da Arco Associati va in questa direzione".

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